Depurazione industriale, Zaolino attacca l’ASI: «Rinvii e inefficienze mettono a rischio occupazione e investimenti»

La vertenza sulla depurazione industriale torna al centro del dibattito in Irpinia. Dopo l’incontro con l’ASI, il segretario della Fismic, Giuseppe Zaolino, esprime forte preoccupazione per l’assenza di risposte concrete alle richieste avanzate dall’azienda Sirpress di Nusco e dalle organizzazioni sindacali.

«L’Asi era in palese difficoltà e ha cercato di prendere altro tempo fino a settembre», afferma Zaolino. «Ma la questione resta irrisolta e la preoccupazione di evitare riduzioni di personale rimane inalterata».

Secondo il sindacalista, si tratta dell’ennesimo rinvio di decisioni che non possono più essere procrastinate. Un problema che pesa soprattutto sulle imprese del territorio e che rischia di compromettere il futuro produttivo di realtà industriali importanti.

«Il paradosso è che la Sirpress ha anticipato risorse economiche per creare le condizioni necessarie a una depurazione adeguata, ma oggi è costretta a sostenere costi aggiuntivi per trasferire il 50% delle proprie acque industriali a Salerno», sottolinea Zaolino. «Chi era chiamato a garantire il servizio di depurazione non solo ha fallito in passato, ma continua ad arrancare nella ricerca di una soluzione».

Il nodo principale riguarda la capacità dell’impianto di depurazione. «La situazione è chiara: l’attuale capacità si ferma a circa 35-40 metri cubi al giorno, mentre il fabbisogno reale è di 70 metri cubi. Questo deficit genera un aggravio economico enorme per l’azienda», spiega il segretario Fismic.

I costi per lo smaltimento esterno dei reflui, infatti, ammonterebbero a circa 800 mila euro all’anno. Una cifra che, secondo il sindacato, rischia di incidere pesantemente sulla competitività dell’impresa e sulla tutela dei livelli occupazionali.

Zaolino punta poi il dito contro l’operato dell’Asi: «Abbiamo constatato che in questi anni l’Asi ha accumulato fallimenti e continua a non assolvere alla propria missione fondamentale, che è quella di fornire servizi efficienti e competitivi alle imprese. Senza infrastrutture adeguate è difficile attrarre nuovi investitori e sostenere lo sviluppo industriale del territorio».

Il timore espresso dal sindacato è che la mancanza di soluzioni rapide possa compromettere l’immagine dell’Irpinia come area favorevole agli investimenti. «Se questo è il clima che si respira, molte aziende potrebbero guardare altrove prima di scegliere di investire nel nostro territorio», conclude Zaolino.

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