Un movimento civico per tornare a credere nella politica locale, coinvolgere i giovani e restituire dignità alla macchina amministrativa. È questo l’obiettivo di Eucratica, il nuovo progetto politico fondato da Damiano Genovese, volto noto della scena cittadina e da anni impegnato nel sociale e nello sport.
Il nome del movimento, come spiega lo stesso Genovese, nasce dal greco e significa “buon governo”. Una parola antica che guarda al futuro: «Il nome dice già tutto. Eucratica nasce per riportare al centro la concretezza, l’impegno quotidiano, il contatto vero con la gente», racconta.
Regole e rispetto: il codice etico come base
Una delle novità del movimento è l’introduzione di un codice etico, rivolto in particolare ai più giovani. «Viviamo in una società complessa e serve rimettere dei paletti chiari. Il codice etico non è una lista di punizioni, ma uno strumento per educare, far capire che il rispetto delle regole è la base per evitare i conflitti e costruire qualcosa di serio», spiega Genovese, sottolineando l’importanza di un’azione politica che coinvolga le nuove generazioni.
Una città bloccata: “Serve uno scossone vero”
Sul fronte dell’amministrazione locale, il giudizio è netto: la città è ferma, e i problemi vengono da lontano. «Il lavoro manca da almeno 15 anni. L’ACS doveva essere rafforzata già tempo fa, ora si dice che lo sarà, ma è tardi. E la politica continua a essere vittima del personalismo, non dei contenuti», afferma.
Ma il nodo principale, secondo Genovese, è la paralisi della macchina amministrativa: «I dipendenti comunali sono sfiduciati, hanno paura di prendere decisioni. È tutto bloccato. Servirebbe un intervento deciso: il sindaco e gli assessori devono mettersi fianco a fianco con i funzionari, guidarli, proteggerli, rimettere in moto gli uffici. Senza questa presenza costante, nulla si sbloccherà».
Sport, giovani e spazi pubblici: “Serve visione”
Altro pilastro del pensiero di Genovese è lo sport come strumento educativo e sociale: «Alleno da anni ragazzi dai 5 ai 17 anni, il karate e lo sport in generale sono una scuola di vita. Ma servono strutture: piscine chiuse, centri sociali abbandonati, palestre dimenticate. In una città viva, questi spazi dovrebbero essere il cuore pulsante della comunità».
E aggiunge: «Anche le attività commerciali sono ostacolate da una burocrazia assurda. Basta voler mettere due tavolini fuori e ti trovi dentro un labirinto. Intanto, il Comune ha risorse da riscuotere, ma resta immobile. È un paradosso che va superato».
Una chiamata all’azione
In conclusione, Genovese non risparmia critiche ma rilancia con una proposta chiara: più coraggio, meno parole. «Si è parlato troppo e fatto poco. La politica deve tornare a essere servizio, non potere. Servono persone con idee, non con ambizioni di comando. Eucratica nasce per questo: per riportare la politica tra la gente e dare una scossa alla città».



