Crans, una tragedia che interroga tutti: la sicurezza dei giovani non è un optional

La tragedia avvenuta a Crans, in Svizzera, non può essere archiviata come un episodio isolato né ridotta a una semplice notizia di cronaca. Quando giovani vite vengono spezzate in contesti che dovrebbero garantire protezione, è dovere delle istituzioni, delle associazioni e di tutti coloro che operano nella società civile interrogarsi con lucidità, responsabilità e senso etico.

L’Associazione Tonino Giordano, da anni impegnata nella tutela dei minori e nella diffusione della cultura della safety e della security, richiama con forza l’attenzione su un punto spesso sottovalutato: eventi e manifestazioni frequentati da giovani non sono semplici occasioni di intrattenimento. Sono, a tutti gli effetti, spazi di responsabilità collettiva.

I giovani hanno diritto alla socialità, alla libertà e alla partecipazione. I genitori, nel momento in cui affidano i propri figli a luoghi organizzati, non dispongono di altri strumenti se non la fiducia. Ed è proprio in questo spazio di fiducia che si colloca il dovere più alto di chi organizza, autorizza, gestisce e controlla. La sicurezza non nasce dall’improvvisazione, né da pratiche consolidate ma prive di reale efficacia.

Prenotazioni, pagamenti anticipati o deleghe formali non equivalgono a un reale governo del rischio. La sicurezza è metodo, competenza e precisione. È presenza di personale qualificato, pianificazione delle emergenze, rispetto rigoroso delle capienze, coordinamento operativo. È, soprattutto, la consapevolezza che ogni scelta organizzativa produce conseguenze dirette sulla vita delle persone.

All’interno dell’Associazione Tonino Giordano, anche grazie all’esperienza del vicepresidente Palmieri nella gestione di eventi ad alto rischio, è chiaro un principio fondamentale: prevenire non significa limitare, ma proteggere. Dove manca una visione strutturata della sicurezza, il rischio non è eventuale: è solo rimandato.

Quanto accaduto a Crans impone un cambio di prospettiva profondo. La sicurezza non può essere trattata come un costo accessorio o un mero adempimento formale. È un dovere etico, giuridico e sociale che deve precedere qualsiasi interesse organizzativo o commerciale.

La vita umana non è negoziabile. Quando viene meno la tutela, viene meno anche il patto su cui si fonda la convivenza civile.

Il Presidente dell’Associazione Tonino Giordano
Filomena Giordano

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