Commercialisti, stop del Governo alla riforma: “Proposta illogica e dannosa per la previdenza”

 

Il Consiglio dei ministri ha deciso di non procedere con l’approvazione della riforma dell’ordinamento dei commercialisti così come presentata dal Consiglio Nazionale. Una scelta definita “necessaria e responsabile” dalla Cassa dei Ragionieri, che ha accolto con favore lo stop, sottolineando i rischi che la riforma avrebbe comportato per l’intera categoria.

Secondo la Cassa, le modifiche prospettate contenevano previsioni “illogiche e potenzialmente dannose”, in particolare per gli iscritti alla sezione B dell’albo, che rappresentano oltre un quarto della professione. Le nuove norme, denunciano i Ragionieri, avrebbero messo a repentaglio la sostenibilità della loro previdenza, aprendo scenari critici: dal trasferimento del debito sulla collettività tramite il sistema pubblico, fino a un’eventuale fusione forzata dei due enti previdenziali.

“La Cassa dei Ragionieri, anche a nome dei suoi 30 mila iscritti – si legge in una nota – ringrazia il Governo e i Ministri vigilanti per aver compreso la pericolosità della proposta ed evitato un disastro per la categoria e per le finanze pubbliche”.

Resta però forte la polemica verso il Consiglio Nazionale, accusato di aver avanzato una proposta “contraria agli interessi degli stessi iscritti”. “Chi rappresenta una categoria – conclude la Cassa – ha il dovere di tutelarla tutta. Chi non lo fa, tradisce il mandato che gli è stato affidato”.

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