Al Cnpr Forum “Più lavoro meno crescita: il paradosso italiano, come rilanciare il sistema?”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, si è discusso del divario tra aumento dell’occupazione e stagnazione economica.
L’incontro ha messo a confronto esponenti politici e professionisti del mondo economico, chiamati ad analizzare uno dei temi centrali dell’attuale scenario italiano: la crescita dell’occupazione senza un corrispondente incremento della produttività e del PIL.
Antonio Misiani (Partito Democratico)
Vicepresidente della Commissione Bilancio al Senato
“L’occupazione è aumentata, ma la crescita ha riguardato soprattutto gli over 50, molti dei quali non sono potuti andare in pensione. I nuovi posti di lavoro si concentrano nei settori a bassa produttività e con salari modesti: per questo cresce l’occupazione, ma non l’economia.
È necessario investire di più nell’istruzione: l’Italia è ultima tra le economie avanzate per spesa pubblica destinata all’educazione. Occorre rafforzare il legame tra scuola, università e impresa per colmare il divario di competenze.”
Andrea Mascaretti (Fratelli d’Italia)
Deputato, Commissioni Bilancio e Lavoro
“In un contesto globale complesso, il Governo Meloni ha posto basi solide per la crescita. Lo spread è sceso ai minimi storici, mentre aumentano investimenti e occupazione grazie al PNRR, alla ZES unica e al taglio del cuneo fiscale.
L’Italia è tornata un Paese stabile, credibile e attrattivo, capace di difendere il lavoro, tutelare il risparmio e investire sul futuro delle nuove generazioni.”
Mauro Del Barba (Italia Viva)
Segretario della Commissione Finanze alla Camera
“Il crollo della produttività impone una riflessione: le politiche industriali sono state inefficaci e rischiamo di scivolare ai margini della catena del valore globale.
Servono interventi mirati sul territorio, sinergie tra piccole imprese e investimenti in innovazione. È fondamentale sostenere i salari con la defiscalizzazione dei premi di produttività e rafforzare i corsi professionalizzanti.”
Luca Squeri (Forza Italia)
Segretario della Commissione Attività Produttive alla Camera
“Quantità e qualità del lavoro non vanno sempre di pari passo. Senza competenze e innovazione non c’è crescita reale.
Le parole chiave devono essere produttività, investimenti e formazione. La contrattazione tra le parti sociali, più di un salario minimo imposto, può garantire equilibrio tra equità e sviluppo.
Serve inoltre un orientamento più efficace e una collaborazione stabile tra scuola, università e impresa.”
Il punto di vista dei professionisti
Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara, ha evidenziato:
“L’occupazione cresce ma la produttività resta ferma. Bisogna creare un ponte reale tra istruzione, innovazione e imprese.”
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili:
“Negli ultimi vent’anni si è cercata competitività comprimendo il costo del lavoro, perdendo di vista il suo valore produttivo e sociale.
Il nodo centrale resta l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, spesso con salari troppo bassi. Più che di salario minimo, è tempo di parlare di equo salario d’ingresso.”
🔹 Video integrale del Forum: https://youtu.be/2qoJUk8VyRo
🔹 Fonte: Cassa di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili

