«Siamo forse al momento più importante di questa vicenda». Lo afferma Michele Caso, segretario UIL Trasporti, commentando la fase finale della trattativa su IrpiniAmbiente. L’invito rivolto dal Presidente della Provincia ai sindaci a superare le ultime perplessità rappresenta, secondo Caso, un passaggio cruciale: «Siamo al rush finale. L’azione svolta in Prefettura ha prodotto buoni effetti e l’incontro con i sindaci è un risultato concreto». L’appello è chiaro: «I sindaci sono ora chiamati ad un atto di responsabilità. Non vedo problemi sul piano economico, perché questa non è una vertenza di natura economica. Se il servizio viene gestito in house, lo puoi governare e recuperare eventuali disfunzioni». Per Caso il nodo è politico: «Il problema è politico, lo scontro è su questo terreno. Ma resto fiducioso: alla fine il buonsenso prevale».
Il segretario ribadisce che per i Comuni non si tratta di una spesa ma di un investimento: «È un investimento in conto capitale: i Comuni acquistano quote e diventano soci a pieno titolo. La vera opportunità è che i Comuni diventeranno titolari dell’intera impiantistica». Sulla dotazione strutturale: «Abbiamo una discarica, abbiamo il SIR, abbiamo un finanziamento da 12 milioni per l’impianto dell’umido. Non siamo messi con i piedi per terra: abbiamo una forza importante».
Lo scenario peggiore, secondo Caso, riguarda il mancato accordo: «Se i Comuni non acquistano IrpiniAmbiente si va in liquidazione. E lì sarebbe un vero bail-out: i liquidatori dovranno recuperare i crediti da parte dei Comuni, oltre 40 milioni di euro». C’è poi l’incognita occupazionale: «Il piano industriale non prevede garanzie per tutti i lavoratori in caso di gara. Per il 2026 potremmo ritrovarci in un braccio di ferro durissimo da gestire». Caso conclude con un richiamo alla responsabilità: «La prospettiva c’è. Non sprechiamola».





