A seguire vi proponiamo la nota integrale redatta dal Presidente della Uil poste, Antonio Castaldo: “Ultimamente a mezzo stampa, come Uil poste abbiamo denunciato i problemi che si sarebbero acuiti con l’implementazione del nuovo progetto Recapito nella nostra provincia, a far data dal 29 novembre 2010, come in realtà è avvenuto. A quel progetto, solo noi come Uil poste ci eravamo fermamente opposti sollevando, prima al tavolo tecnico e successivamente al tavolo politico regionale eccezioni che nei fatti, il 26 Novembre 2010, ci hanno costretto ad aprire il conflitto di lavoro.
Le motivazioni del conflitto, ne citiamo alcune, quali: la corretta perequazione dei carichi di lavoro, la copertura delle sostituzioni del personale del recapito assente con personale idoneo al servizio e non “fittizio”, come proposto dall’Azienda con personale inidoneo temporaneo o in attesa di visita, la fornitura di idonei mezzi meccanici e strumenti di sicurezza per lo svolgimento del servizio ed altri ancora, il giorno 29 Novembre 2010 – giorno dell’eventuale atto conciliativo – sono rimaste inevase. Infatti, abbiamo dovuto prendere atto, da parte del responsabile delle Relazioni Industriali di Poste in Campania – dr. Esposito – di una netta chiusura Aziendale rivedere il tutto, sue testuali parole: ”non ci possiamo fermare e perciò abbiamo proseguito e non sospesa l’implementazione del progetto ed anche per evitare una denuncia per interruzione di pubblico servizio, nonché altre cinque – per la verità quattro – su sei sigle hanno condiviso l’accordo”.
Seneca aveva ragione quando affermava: “non c’è vento favorevole se non sappiamo dove andare”. A dir poco sbigottiti, abbiamo precisato che, non certo a colpi di maggioranza, una Azienda concessionaria di Pubblico Servizio può disattendere marchiani errori documentabili che penalizzano ulteriormente sia i Lavoratori che l’Utenza. I primi, con un’eccessiva prestazione sottostimata, a favore di altri con prestazioni sovrastimate dall’Azienda ed i secondi con l’accentuazione di continui disservizi.
A questo punto, come Uil/Poste Regionale siamo stati costretti a proclamare, a far data dal giorno 11 Dicembre 2010 e fino al 09 Gennaio 2011, l’astensione dalle prestazione straordinarie e di tutte le attività connesse di tutti i Lavoratori Campani addetti al servizio di recapito; per quanto riguarda la provincia di Avellino sono interessati gli addetti ai 7 centri di distribuzione.
Ovviamente, valuteremo ulteriori e successive iniziative da intraprendere a tutela di tutti i Lavoratori iscritti e non, nonché invitare i vertici regionali di Poste ad un pubblico dibattito con la presenza di rappresentanti politici, visto che dal prossimo gennaio ci sarà la completa liberalizzazione del Servizio. Per quanto riguarda la chiusura degli Uffici Postali è opportuno precisare che al momento non interessa la nostra provincia, quindi, sono solo infondatezze; ma è altrettanto vero che, in alcune realtà del Paese, l’Azienda Poste ha proceduto unilateralmente a chiudere degli uffici, tagliando fuori quelle realtà da un Servizio sociale costituzionalmente previsto.
A dover di cronaca, qualche chiusura, nel passato recente è avvenuta anche nella nostra provincia ed ai più è passata inosservata, anche perché riguardava Uffici (due) uno in una frazione ed uno al Santuario di Montevergine voluto dai Frati Benedettini senza creare disagi e/o ricadute sul personale. Come Uil poste vigileremo affinché ciò non accada creando perdita di posti di lavoro – in Poste non si è mai verificato simile evento – o se di necessità virtù sia limitata al massimo non con atti unilaterali, ma concordati”.



