Caso Asa, D’Ercole: “Niente assunzioni elettorali”

Caso Asa, D’Ercole: “Niente assunzioni elettorali”
“E’ la dimostrazione che mentre si continua, da tutte le parti, a parlare di un “nuovo” che avanza, a farla da padrona c’è sempre il “vecchio” che non ha alcuna intenzione di farsi da parte e cedere il passo”. Il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, stigmatizza durament…

Caso Asa, D’Ercole: “Niente assunzioni elettorali”

“E’ la dimostrazione che mentre si continua, da tutte le parti, a parlare di un “nuovo” che avanza, a farla da padrona c’è sempre il “vecchio” che non ha alcuna intenzione di farsi da parte e cedere il passo”. Il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, stigmatizza duramente le ragioni del conflitto apertosi l’altroieri nel consiglio d’amministrazione dell’Asa e che ha spinto il presidente, Angelo Romano, a dimettersi dall’incarico, per protestare contro l’operato dell’Ad dell’azienda. Pomo della discordia, un pacchetto di assunzioni che avrebbe dovuto essere ratificato nell’occasione dal cda. “Undici assunzioni – continua – che non si riesce a comprendere che senso avrebbero, se non quello di un’infornata a scopo elettoralistico. Infornata ancora più incomprensibile, se si pensa che: la raccolta dei rifiuti non è più competenza dei comuni, bensì delle province e che, in conseguenza, di questo trasferimento di competenza, nei Cosmari di tutta la regione – e, quindi, anche dell’Irpinia – ci sono già centinaia di dipendenti che, rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, perché ancora non si sa, se, come e dove collocarli”. “Orbene – conclude D’Ercole – se questa è la realtà con la quale si trovano a convivere gli attuali dipendenti in organico ai Cosmari a cosa sarebbe servito assumerne altri undici che, da qui a qualche mese, probabilmente, insieme a molti di quelli attuali, dopo aver offerto il proprio “contributo” alla campagna elettorale di qualche “ras” irpino, si sarebbero ritrovati di nuovo senza lavoro? Soltanto ad illudere altri 11 disoccupati che, dopo aver toccato con un dito, per qualche settimana, il cielo del lavoro, avrebbero potuto ritrovarsi immediatamente di nuovo nell’inferno della disoccupazione. E non è di questo che l’Irpinia ha bisogno”.

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