Carcere di Bellizzi, infermieri esasperati: «Condizioni drammatiche, pronti allo sciopero»

A distanza di quasi un anno, la situazione per gli infermieri del carcere A. Bellizzi di Avellino non è migliorata, anzi è peggiorata, nonostante le denunce presentate restano gravi le criticità igienico-sanitarie e organizzative all’interno del carcere.

A un anno dalle nostre ssegnalazioni la situazione dunque è ancora più drammatica. Il numero di infermieri si è ridotto di un’ulteriore unità passando da 14 a 13. Di fatto, 13 infermieri sono responsabili per un’utenza di circa 600 detenuti, di cui 70 sono donne in alta sicurezza. Questo non è solo un problema di organico, ma una bomba a orologeria che mette a rischio la salute e la sicurezza sia dei lavoratori che dei detenuti. Le criticità sollevate, che a suo tempo avevano suscitato scalpore, sono rimaste irrisolte, a dimostrazione di un silenzio assordante e della totale indifferenza delle istituzioni,(Asl di Avellino e Direzione della Casa Circondariale), che si sono sottratte persino alle richieste del Prefetto di Avellino che li invitava ad individuare soluzioni risolutive.

Tra le criticità più gravi ricordiamo le restrizioni idrichedurante i turni notturni (dalle 23:00 alle 6:00), l’acqua corrente viene interrotta, rendendo impossibile per gli infermieri lavarsi le mani o utilizzare i servizi igienici. Questa è una violazione inaccettabile delle norme più elementari di sicurezza e igiene, soprattutto in un ambiente ad alto rischio di malattie infettive

Il Nursind non intende restare in silenzio davanti a questa insopportabile inerzia 

Per richiamare l’attenzione sulla questione, sono stati preparati due esposti: uno da presentare al giudice del lavoro e uno all’ispettorato del lavoro. Entrambi valuteranno le condizioni di sicurezza, con particolare riferimento alla mancanza di acqua corrente notturna, ai carichi di lavoro ai locali fatiscenti, agli ascensori non funzionanti e all’assenza di presidi per effettuare la terapia ai detenuti.

Se non ci saranno interventi concreti, non si esclude la possibilità di azioni di protesta più incisive, compreso uno sciopero di tutti gli infermieri.

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