Campania, più fondi a formazione e tirocini Gol

La Regione Campania rafforza formazione e tirocini del programma Gol e prepara un progetto da oltre 3 milioni per l’inclusione lavorativa delle donne migranti.

La Giunta regionale della Campania interviene sul programma Gol, la Garanzia di occupabilità dei lavoratori finanziata nell’ambito del Pnrr, aggiornando i quadri economici e riorientando le risorse verso le misure con maggiore capacità di utilizzo. La scelta punta a rafforzare formazione e tirocini extracurriculari, riducendo invece le linee che hanno mostrato minore assorbimento, così da contenere il rischio di definanziamento delle somme assegnate.

Il riordino delle risorse Gol

Il provvedimento ha una finalità soprattutto operativa: spostare le dotazioni dove la domanda è più alta e dove le misure possono produrre effetti più immediati sul mercato del lavoro. Nel programma Gol Campania, i tirocini e i percorsi formativi rappresentano due strumenti centrali per accompagnare disoccupati, lavoratori fragili e persone in transizione occupazionale verso nuove opportunità. La stessa piattaforma regionale del lavoro ha registrato negli ultimi mesi aggiornamenti costanti sui tirocini Gol, compresi i mandati di pagamento delle indennità e gli avvisi rivolti all’utenza.

La logica è quella di evitare che risorse già assegnate restino ferme per lentezze amministrative o per misure meno richieste. Il ricalcolo dei quadri economici consente alla Regione di presidiare le scadenze del Pnrr e di rendere più coerente la spesa con i fabbisogni emersi dai territori, dai centri per l’impiego e dagli enti coinvolti nei percorsi di politica attiva.

Formazione e tirocini al centro

La formazione diventa il canale principale per aggiornare competenze e profili professionali, mentre i tirocini extracurriculari restano lo strumento di ingresso o rientro nel mondo del lavoro. In Campania l’avviso Gol sui tirocini aveva già individuato percorsi rivolti a chi cerca una prima occupazione o un reinserimento professionale, accanto ai tirocini di inclusione per persone con bisogni di sostegno più marcati.

Il rafforzamento delle dotazioni conferma il tentativo di concentrare gli interventi su misure più vicine alle esigenze delle imprese e dei beneficiari. La partita, tuttavia, resta legata alla capacità di trasformare la formazione in occupazione effettiva, evitando che i percorsi si esauriscano in adempimenti formali o in esperienze non collegate a reali sbocchi lavorativi.

Il progetto per le donne migranti

La giunta ha inoltre preso atto dell’avviso del Ministero del Lavoro finanziato dal Fse+ nell’ambito del Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. L’avviso è rivolto alle sette Regioni meno sviluppate, tra cui la Campania, per un ammontare complessivo nazionale di 10 milioni di euro.

Su questa base, la Regione ha dato indirizzo alla predisposizione di una proposta progettuale da oltre 3 milioni di euro per l’inclusione socio-lavorativa e l’empowerment delle donne migranti. Le azioni previste riguarderanno l’inserimento delle vittime di tratta, grave sfruttamento lavorativo e violenza di genere, la qualificazione del lavoro domestico e di cura e l’accompagnamento al lavoro delle donne migranti disoccupate e inoccupate.

Inclusione e lavoro di cura

Il progetto guarda a una fascia particolarmente esposta a marginalità sociale, irregolarità lavorativa e dipendenza economica. Il lavoro domestico e di cura, spesso svolto da donne straniere, viene indicato come uno degli ambiti in cui la qualificazione professionale può incidere sia sulla tutela delle lavoratrici sia sulla qualità dei servizi alle famiglie.

Il Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà sostiene interventi per rafforzare i servizi territoriali, migliorare l’accesso ai diritti essenziali e promuovere percorsi di autonomia per le persone in difficoltà. In questo quadro, la proposta campana punta a collegare protezione sociale, formazione, accompagnamento e inserimento lavorativo.

La sfida dell’attuazione

Il doppio intervento della giunta mette insieme due urgenze: spendere in modo efficace le risorse del Pnrr e costruire politiche di inclusione più mirate per chi resta ai margini del mercato del lavoro. La riuscita dipenderà dalla rapidità degli atti successivi, dal coordinamento tra Regione, centri per l’impiego, enti formativi, servizi sociali e soggetti del terzo settore.

Per la Campania, il tema non è solo amministrativo. La capacità di usare  i fondi disponibili può incidere sulla qualità delle politiche attive e sulla credibilità degli interventi pubblici in un territorio dove disoccupazione, lavoro povero e fragilità sociali restano questioni strutturali.

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