Negli ultimi anni, e in particolare nel periodo successivo alla pandemia da Covid-19, si sta registrando un incremento delle diagnosi di broncopolmonite. A evidenziarlo è il dottor Giovanni Savignano, della struttura Radiologia CEDIR-Grottaminarda, che sottolinea come oggi l’attenzione verso la sintomatologia respiratoria sia notevolmente aumentata.
Secondo il medico, il maggiore ricorso agli esami radiologici, in particolare alla TAC del torace, consente di individuare anche piccoli focolai infettivi che in passato spesso non venivano rilevati con la tradizionale radiografia del torace.
«Dal post-Covid in poi – spiega il dottor Savignano – l’attenzione sui sintomi respiratori è cresciuta molto. Oggi si eseguono più TAC torace e questo permette di diagnosticare anche broncopolmoniti di piccole dimensioni che prima potevano passare inosservate».
Il recente aumento dei casi, precisa il radiologo, è legato soprattutto alla maggiore circolazione di virus respiratori stagionali, come influenza e virus sinciziale respiratorio (RSV), ai quali spesso si associano sovrainfezioni batteriche.
«Le infezioni virali – continua Savignano – possono indebolire le difese delle vie aeree e favorire l’azione di batteri come lo Streptococcus pneumoniae, il pneumococco, responsabile di forme più importanti di broncopolmonite».
Tra i principali fattori di rischio vengono indicati il fumo, l’età avanzata, la presenza di patologie croniche e la mancata vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica.
Il medico richiama inoltre l’attenzione sull’importanza di non sottovalutare sintomi apparentemente lievi. Proprio nella giornata odierna, infatti, uno dei pazienti sottoposti a esame radiologico presentava soltanto tosse e lieve affanno da alcuni giorni, senza febbre, ma la TAC ha evidenziato un quadro compatibile con broncopolmonite.
«Non sempre queste infezioni si manifestano con febbre alta – conclude il dottor Savignano –. Tosse persistente, stanchezza o lieve difficoltà respiratoria devono comunque essere valutate con attenzione, soprattutto nei soggetti più fragili».





