Avellino dice addio a Mario Barbarisi, memoria storica della città

 

Si è spento oggi, all’età di 90 anni, Mario Barbarisi, volto popolare e profondamente benvoluto ad Avellino. Con la sua scomparsa la città perde una figura che ha attraversato con discrezione e passione diversi ambiti della vita culturale e sociale locale.

Collaboratore disinteressato di Telenostra e di Radio Punto Nuovo tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, Barbarisi ha contribuito con entusiasmo e spirito di servizio alla crescita dell’informazione radiotelevisiva cittadina.

Appassionato d’arte, in gioventù fu un sarto molto affermato in città, prima di intraprendere l’attività lavorativa presso il Comune di Avellino. Grande tifoso della squadra biancoverde, ha vissuto con trasporto ogni stagione sportiva, diventando un riferimento anche nel racconto delle vicende calcistiche locali.

Dopo la scomparsa della consorte Gerarda, avvenuta nel 2008, iniziò per lui una fase di lento declino emotivo, affrontata con la dignità e la riservatezza che lo hanno sempre contraddistinto.

A Mario Barbarisi si deve anche la nascita di un’espressione divenuta quasi un “sigillo” nel mondo radiotelevisivo cittadino: “a’chignozza”, termine con cui venivano bonariamente apostrofati quanti si lasciavano assorbire eccessivamente dalla passione per radio e televisione, sottraendo tempo alla famiglia e allo svago.

Con la sua scomparsa Avellino perde non solo un protagonista della sua storia recente, ma anche un uomo semplice, ironico e generoso, capace di lasciare un segno autentico nella memoria collettiva.

Nella foto, Mario Barbarisi insieme a Rocco Urciuoli, fondatore di Radio Punto Nuovo.

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