In una città dove le saracinesche abbassate sono ormai più numerose delle insegne accese, la chiusura del VIPS Drink & Restaurant diventa l’ennesimo colpo al cuore del commercio avellinese. Tre anni di lavoro, sacrifici e passione non sono bastati per resistere: “Tre anni di sogni e notti insonni”, hanno scritto i titolari nel loro messaggio di commiato, lasciando trasparire tutta la delusione di chi aveva creduto in un progetto fatto di qualità, eleganza e amore per la propria terra.
La chiusura del VIPS non è solo una questione economica: è il segno di un sistema commerciale al collasso, piegato da costi insostenibili, burocrazia, crisi dei consumi e da un centro cittadino che fatica a ritrovare vita. Locali, negozi, piccole attività: in molti non riescono più a reggere il peso di un mercato sempre più fragile e di una città che sembra aver smarrito la sua anima.
Il VIPS aveva rappresentato una delle poche scommesse vinte sul piano della modernità e dell’offerta gastronomica, un locale che aveva portato stile e innovazione nel cuore di Avellino. Ma anche i sogni più luminosi, oggi, sembrano non resistere al buio di una crisi che non accenna a finire.
Dietro quella serranda abbassata resta la domanda che molti si pongono: quante altre insegne dovranno spegnersi prima che Avellino torni a credere in se stessa?

