Avellino ha accolto la Carovana della Pace – Peace at Work, iniziativa partita lo scorso 2 settembre da Palermo e destinata a concludersi il 15 dicembre a Strasburgo, con oltre settanta tappe lungo la Penisola. Un viaggio simbolico e concreto, per diffondere un messaggio che va oltre la semplice aspirazione: la pace come pratica quotidiana e come impegno civile.
«È stata una partenza simbolica, ma significativa – ha dichiarato il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo –. Abbiamo voluto patrocinare la manifestazione perché crediamo profondamente in un concetto che Peace at Work cerca di diffondere: la pace non è un risultato fine a se stesso da mettere in un cassetto, ma qualcosa che va coltivato quotidianamente. Oggi serve un’attenzione particolare: i cittadini sembrano distratti rispetto alle catastrofi in corso e allo scenario che potrebbe peggiorare ulteriormente, mentre i governanti non appaiono illuminati. La sensibilità delle associazioni può contribuire dal basso a creare un movimento di consapevolezza che, in futuro, potrà influenzare e illuminare chi ci governa. La soluzione esiste, serve solo volontà e coraggio per trovarla».
A sottolineare il senso profondo del cammino, l’intervento di Pierangelo Milesi: «Peace at Work è il claim di questa nostra esperienza che parte dal basso: una carovana della pace che sta risalendo lo Stivale fino a Strasburgo. L’assemblea del Parlamento Europeo fa tappa ad Avellino, in questo luogo simbolico, per raccogliere l’istanza di una giustizia sociale e di un’equità che deve essere ristabilita. La pace è anche questo: costruire attraverso la quotidianità delle nostre vite, del lavoro e nella vicinanza alle ingiustizie sociali e alle ferite delle comunità».
Milesi ha poi aggiunto: «Il nostro messaggio di pace è fragile, così come fragile appare la pace nel mondo. In questo buio, dove sembra che l’unica soluzione sia il conflitto globale, noi raccogliamo delle luci. Sono piccole luci, ma possono illuminare dal basso questo scenario tenebroso. Il nostro appello è chiaro: basta armi, basta riarmo, basta genocidi. Serve rispetto per la dignità delle persone, soprattutto per le più deboli e fragili».
La tappa avellinese della Carovana si inserisce così in un percorso di sensibilizzazione che unisce territori, comunità e cittadini, con l’obiettivo di far giungere a Strasburgo non solo un grido di pace, ma una proposta concreta di giustizia ed equità sociale.







