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Il progetto Cargiver è finanziato dalla Regione Campania e si propone di essere un nuovo modello assistenziale innovativo a sostegno della persona fragile, della sua famiglia e del suo caregiver nella gestione di cura. In Irpinia, sono molte le persone che per ragioni affettive ma anche a causa della crisi economica, che pesa sul bilancio familiare, hanno imparato a contare sulla forza lavoro familiare, rinunciando a badanti che possano assistere, congiunti allettati, a causa di malattie degener… |
Il progetto Cargiver è finanziato dalla Regione Campania e si propone di essere un nuovo modello assistenziale innovativo a sostegno della persona fragile, della sua famiglia e del suo caregiver nella gestione di cura. In Irpinia, sono molte le persone che per ragioni affettive ma anche a causa della crisi economica, che pesa sul bilancio familiare, hanno imparato a contare sulla forza lavoro familiare, rinunciando a badanti che possano assistere, congiunti allettati, a causa di malattie degenerative. Una nuova figura professionale, ma anche familiare, diventa sempre più insostituibile, tra gli insostituibili: il caregiver.
Il caregiver è uno dei ruoli piu’ delicati che si possa avere e non sempre si è preparati. Essere un caregiver familiare per il proprio coniuge, genitore, figlio o persona cara prende tantissimo tempo e richiede energie mentali e fisiche. Si puo’ essere diventati caregiver improvvisamente e senza preavviso o forse il ruolo si è evoluto nel tempo. In entrambi i casi bisogna avere risorse e suggerimenti affidabili per continuare un percorso in modo sereno e abbattere quel senso di isolamento che puo’ il caregiver.
In Germania, in Gran Bretagna, in Francia, ci sono benefit economici per chi assiste un parente ammalato, l’Italia è ancora in ritardo. Figli, coniugi, genitori che assistono un familiare con disabilità grave o gravissima o un anziano malato. A volte sono costretti a licenziarsi per dedicarsi ai loro cari giorno e notte, in assenza di servizi adeguati sul territorio.
Sono i caregivers di famiglia, che svolgono gratuitamente, un lavoro di cura invisibile, quasi sempre, ignorato nel nostro paese. Nei principali stati dell‘Unione Europea, invece, possono contare su strumenti di tutela che riconoscono a livello giuridico il valore di questo impegno, anche per la collettività. Per sollecitare il riconoscimento del caregiver di famiglia anche in Italia: ”Il coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, – si legge nella nota – ha deciso di intraprendere un’azione legale collettiva nei confronti dello Stato con il supporto di un team di giuristi e avvocati. In alcuni Stati europei un lavoratore che si licenzia per assistere una persona cara ha una corsia preferenziale per un’eventuale futura riassunzione. In tema di lavoro la corte di giustizia europea con la sentenza Coleman ha stabilito che il divieto di discriminazione per ragioni di disabilità si applica non solo alla persona interessata ma anche a chi l assiste.
In Spagna,paese più vicino a noi dal punto di vista economico, il family caregiver riceve una retribuzione; in Germania, sono previsti benefit economici in base al reddito, se i caregivers forniscono assistenza per più di 15 ore a settimana hanno diritto a contributi previdenziali. Inoltre sono possibili accordi personalizzati con il datore di lavoro,favoriti dal governo,per organizzare al meglio l’assistenza al familiare e non perdere l’occupazione. Nel regno unito viene remunerato il lavoro del caregiver, che può anche non essere un familiare:si tutela cosi la scelta della persona con disabilità e l’assistenza funzionale alla sua vita indipendente.
In Italia comunque,si sta assistendo ad una crescente consapevolezza dell’importanza di introdurre una legge che riconosca il caregiver. Il progetto caregiver nasce dalla stretta collaborazione di tre cooperative sociali presenti sul territorio irpino: la cooperativa sociale Il Sorriso, Spes e Aiuto Duemila, in partenariato con la Asl Avellino, il consorzio servizio sociali A6, la Misericordia di Atripalda e l’associazione soccorsi volontari Rita Gagliardi di Solofra.
Le cooperative promotrici del progetto sono operative dal 1990 e propongono servizi innovativi sul territorio, rilevatori e rivelatori delle esigenze sul e del territorio. Il progetto “caregiver…mi curo di te”, mira a migliorare la vita del caregiver, a valorizzare e sostenere le famiglie nella cura e assistenza del proprio congiunto ammalato e mettere in relazione, le famiglie che svolgono questo delicato compito, con la rete territoriale di sostegno e a costruire una rete di supporto che possa andare oltre il progetto ed essere di supporto.
I destinatari del progetto sono i familiari, delle persone affette da malattie degenerative oncologiche e malattie legate al ciclo di vita. Il progetto si articola in varie attività, che prevedono il pieno coinvolgimento del caregiver. Le attività saranno organizzate sul territorio afferente al distretto sanitario di Atripalda, in modo particolare presso le sedi delle associazioni partner dei comuni di Atripalda, San Mango sul Calore, Solofra.
L’esperienza di condivisione che sarà attuata, nelle piu svariate attività, gioverà sia alla persona che viene aiutata, ossia, al caregiver, sia a chi aiuta, infatti il gruppo di self help, non solo offre un luogo di contenimento delle emozioni positive e negative, legate alla propria esperienza, ma rafforza la propria scelta. Le attività saranno organizzate in: laboratori di formazione specifica, sostegno psicologico, attraverso incontri di counseling, costituzione di gruppi di auto e mutuo aiuto per territorio, laboratori di arteterapia e prestazioni di assistenza familiare.
Referenti del progetto la dott.ssa Antonietta dello Russo sociologa e la dott.ssa Amalia Falzarano, psicologa, che afferma: “Il nostro è un progetto ambizioso che mira a essere un riferimento nel tempo con l’istituzione di forum familiari che favoriscano l’interazione nel tempo tra i partecipanti al progetto”. “In altre regioni d’Italia, il progetto ha avuto ampi consensi , ci auguriamo anche nella nostra terra”-conclude la dott.ssa Dello Russo -.




