Apertura negozi 17 marzo, Petracca: decisione incomprensibile

AVELLINO – “Domani giovedì 17 Marzo ricorre il 150° anniversario dell’unita d’Italia ed il nostro Governo ha inserito solo per questa volta il 17 marzo tra i giorni festivi. Per noi Comunisti non è un giorno di festa, afferma Beniamino Petracca, coordinatore provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori di Avellino – non perché ci sentiamo padani o altro come i leghisti, ma perché il Risorgimento che noi rivendichiamo è quello che perse: quello dell’insurrezione popolare delle 5 giornate di Milano del 1848 poi disarmata dall’esercito sabaudo; quello della Rivoluzione repubblicana a Roma del 1849, poi affogata nel sangue dalle truppe francesi chiamate da Papa Pio IX ; ma soprattutto quello che cercò, di connettere la battaglia risorgimentale ad una prospettiva di liberazione sociale degli sfruttati e degli oppressi, contro la borghesia liberale e lo stesso campo democratico mazziniano. Noi ci rifacciamo a Filippo Buonarroti e a Carlo Pisacane l’eroe dello sfortunato tentativo di Sapri del 1857, che lottò per la costruzione di un partito “socialista rivoluzionario” in Italia e furono precursori seppur nel risorgimento del il futuro del movimento operaio rivoluzionario italiano: quello di Antonio Gramsci e del Partito Comunista D’Italia del 1921.
Detto questo tuttavia, malgrado le nostre riserve e quando affermato in precedenza, preso atto che gli uffici pubblici e le scuole debbano restare chiuse, non comprendiamo la decisione dell’Assessore al commercio del Comune di Avellino che dispone l’apertura facoltativa per domani dei negozi. Lo stesso giustifica la scelta con la crisi del commercio, noi come già abbiamo detto in precedenza riteniamo, che non possa essere certo superata, consentendo casomai le aperture anche nel giorno di Natale e di Pasqua.
Vi sono però due conseguenze negative, che avrebbero dovuto sconsigliare questa decisione pilatesca: la prima è la mancata equiparazione di fronte alla festività, dei lavoratori del terzo settore a quelli pubblici, considerando anche i diversi trattamenti salariali e pensionistici, la seconda è che la facoltà delle aperture non fa che creare il caos, riduce la città simile ad una casbah, dove il potenziale cliente non sa se e quali negozi troverà aperti, scoraggiando anche quelli che, secondo l’Assessore, dovrebbero giungere appositamente dall’hinterland.
In ultimo ci chiediamo se l’aumento di 30 cent delle tariffe di sosta, che potrebbe scoraggiare gli acquisti in centro, non contraddica le iniziative pensate dalla giunta per il commercio, compresa le ‘aperture sempre’ “.

SPOT