Anche i giovani del Pd contro Caldoro
E arrivò il giorno della verità ! Ci sarà qualcuno disposto a darci una spiegazione ? Oggi, il popolo irpino si risveglia con l’ennesima pugnalata alle spalle. Con un colpo di mano il governatore della regione Campania, Stefano Caldoro, cancella tutto quello che sino ad oggi è stato “’sancito’ e raccontato dal ‘governo del fare’. Anche i giovani del Pd in campo contro l’ordinanza Caldoro. Ecco la nota di Antonello Losco, responsabile ambiente gd provincia di Avellino:
“L’articolo 19 del decreto legge n. 90 del 2008, successivamente convertito nella legge 123 del 2008, afferma, infatti, che “lo stato di emergenza dichiarato nella regione Campania, ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992 n. 225, cessa il 31 dicembre 2009”. Lo stesso, insieme alle “disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania” del decreto 195 del 2009 risultano quanto mai inadeguati e mostrano in maniera emblematica l’incapacità dei governi regionali e nazionali di affrontare le questioni che interessano la crescita del Paese. Guardiamoci intorno, è vero ? Sono scomparsi i rifiuti dalle strade di Napoli, o il problema comincia ad avvertirsi in maniera significativa anche nelle altre province? Cosa raccontano oggi il “governo del fare” e il presidente Caldoro, sua degna espressione? Facile!!! Mandiamo i rifiuti ad Avellino. Alla luce della già avviata provincializzazione sancita con la legge 22 del 2007 e ribadita dalla legge regionale n. 4 del 2008, appare inaccettabile la scelta di conferire i rifiuti destinati alla discarica napoletana in Irpinia, ed in particolar modo nel territorio di Savignano, che certamente ha già dato tanto all’intera regione. Anche se Terzigno non fosse più nelle condizioni di recepire tale conferimento, la soluzione andrebbe comunque ricercata all’interno del territorio provinciale partenopeo. La solidarietà della nostra provincia non va certo scoperta oggi, ma sembra giusto chiedersi, a questo punto, per quanto tempo ancora la piccola Irpinia debba sottostare alla “metropolitana” Napoli. Per quanto possano essere pochi i nostri voti rispetto ad un quartiere popolare di Napoli, è giunto il momento di dire BASTA. Oggi non si può più tacere. Per questa ragione chiediamo agli assessori e ai consiglieri regionali, di maggioranza ed opposizione, di scegliere e di spiegarci se intendano difendere le ragioni dei territori che li hanno votati e che dovrebbero rappresentare o preferiscano restare nelle “stanze di palazzo”. Attendiamo fiduciosi le parole di chi sino ad oggi è stato in silenzio”.





