Alto Calore, Palomba si dimette prima dell’udienza sul fallimento

Il direttore generale lascia alla vigilia dell’udienza sulla richiesta di fallimento avanzata da Hera

Le dimissioni di Andrea Palomba aprono una nuova fase di incertezza dentro Alto Calore Servizi. Il direttore generale ha lasciato l’incarico a pochi giorni dall’udienza fissata per il 9 luglio, quando il tribunale dovrà pronunciarsi sulla richiesta di fallimento avanzata da Hera nei confronti della società di Corso Europa, ad Avellino.

Un’uscita nel momento più delicato

La scelta del manager arriva in una fase già segnata da forti tensioni societarie e istituzionali. Palomba, ex direttore tecnico di Gori, era stato chiamato nei mesi scorsi a seguire la gestione operativa dell’azienda e il percorso di risanamento. Ancora a fine giugno figurava come direttore generale e program manager di Alto Calore Servizi in un appuntamento nazionale dedicato alle reti idriche, segno del ruolo ancora pienamente operativo ricoperto nella società.

Secondo alcune ricostruzioni, alla base dell’addio ci sarebbero contrasti con l’amministratrice unica Alfonsina De Felice su scelte legate alla riorganizzazione dell’ente. Si tratta però di una lettura non accompagnata, al momento, da una spiegazione ufficiale da parte dei vertici aziendali o dello stesso Palomba.

La scadenza del 9 luglio

Il nodo giudiziario resta il passaggio più urgente. L’udienza sulla richiesta di fallimento presentata da Hera rappresenta uno snodo decisivo per il futuro di Alto Calore, già impegnata in un percorso di risanamento e chiamata a rassicurare i sindaci soci sulla tenuta della gestione pubblica. Durante l’approvazione del bilancio, De Felice aveva ribadito davanti ai sindaci soci che la società sarebbe rimasta totalmente in mano pubblica, posizione indicata come condivisa anche dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

La struttura societaria di Alto Calore Servizi resta fortemente legata agli enti locali: l’assemblea dei soci comprende 127 amministrazioni, in larga parte della provincia di Avellino e per il resto della provincia di Benevento. È dentro questo perimetro pubblico che ora dovrà essere gestita anche la fase successiva alle dimissioni del direttore generale.

Una governance sotto pressione

L’uscita di Palomba indebolisce il quadro gestionale proprio mentre la società deve presentarsi davanti al tribunale e difendere il percorso di continuità. La priorità, nelle prossime ore, sarà capire chi assumerà la guida operativa e con quali poteri verrà affrontata la fase transitoria.

Per Alto Calore non si tratta soltanto di sostituire un dirigente. La questione riguarda la credibilità del piano di risanamento, il rapporto con i comuni soci, la tenuta del servizio idrico in Irpinia e nel Sannio e la capacità di arrivare all’udienza del 9 luglio con una linea chiara. Il silenzio sulle ragioni delle dimissioni, almeno per ora, alimenta il peso politico della vicenda.

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