Alto Calore, i sindaci irpini chiamati a decidere il futuro della gestione

Il Distretto deve scegliere l’assetto del servizio idrico dopo la scadenza fissata a fine 2027

Si apre il confronto sul futuro di Alto Calore Servizi. L’affidamento attuale scade il 31 dicembre 2027 e l’EIC chiama i sindaci irpini a definire il modello dal 2028. Sullo sfondo anche i rilievi della Corte dei conti.

Il futuro dell’acqua in Irpinia torna nelle mani dei sindaci. A poco più di un anno dalla scadenza dell’attuale affidamento ad Alto Calore Servizi, il Distretto Irpino dell’Ente Idrico Campano è chiamato ad aprire il confronto sulla gestione del servizio dal 2028.

Il passaggio è decisivo per una società che negli ultimi anni ha attraversato una lunga e complessa fase finanziaria e che oggi resta il principale gestore pubblico del servizio idrico sul territorio provinciale. L’attuale affidamento, disposto nel 2023, terminerà infatti il 31 dicembre 2027. Da quel momento dovrà essere operativo un nuovo assetto.

Il 2027

La gestione del Servizio Idrrico Integrato nel Distretto Irpino fu affidata ad Alto Calore con il decreto presidenziale regionale numero 44 del 28 aprile 2023. La scelta confermò il modello interamente pubblico, ma con una durata limitata alla validità del piano economico-finanziario e quindi fino alla fine del 2027.

La durata relativamente breve dell’affidamento rappresenta uno degli elementi che hanno alimentato negli anni il confronto istituzionale. Il tema è entrato anche nelle osservazioni rivolte alla Regione Campania nel quadro della riorganizzazione del servizio idrico regionale.

Adesso la prospettiva temporale impone di anticipare le decisioni. Definire il modello soltanto a ridosso della scadenza rischierebbe infatti di lasciare aperte questioni complesse che riguardano investimenti, tariffe, personale, infrastrutture e continuità del servizio.

I sindaci chiamati al confronto

È in questo quadro che l’Ente Idrico Campano ha riattivato il confronto nel Distretto di Avellino. La scelta sulla forma di gestione appartiene infatti al sistema di governo costruito attorno all’EIC e ai Consigli di Distretto, nei quali i Comuni rappresentano direttamente i territori.

Il Distretto Irpino comprende 116 comuni e dispone già di un Piano d’Ambito che individua criticità delle infrastrutture, interventi necessari, modello gestionale e sostenibilità economico-finanziaria. Proprio questo strumento rappresenta la base sulla quale costruire la fase successiva.

Per i sindaci si apre quindi una discussione che non riguarda soltanto la conferma o meno dell’attuale gestore. Al centro ci sono anche le condizioni alle quali un eventuale nuovo affidamento potrà essere sostenibile e la capacità della società di garantire gli investimenti richiesti da una rete che continua a presentare dispersioni e criticità.

Alto Calore dopo l’uscita del Sannio

La partita arriva mentre cambia anche il perimetro societario di Alto Calore. Il sistema idrico del Sannio sta completando un percorso autonomo attraverso la società mista Sannio Acque, con il progressivo distacco dei Comuni beneventani dalla gestione irpina.

Per Alto Calore significa tornare a una dimensione prevalentemente provinciale. La società è destinata a concentrarsi sull’Irpinia, dove dovrebbe servire 116 dei 118 comuni, con l’eccezione di Calabritto e Senerchia.

Il nuovo perimetro modifica gli equilibri economici e organizzativi e rende ancora più importante la scelta che dovrà essere compiuta per il periodo successivo al 2027.

La sostenibilità economica

Il futuro del gestore non può essere separato dalla questione delle tariffe e dall’equilibrio dei conti. Nel 2025 il Consiglio di Distretto ha approvato lo schema regolatorio relativo ad Alto Calore, successivamente esaminato dagli organi dell’EIC.

La società aveva collegato l’aggiornamento tariffario alla sostenibilità della gestione e al percorso concordatario, oltre che alla possibilità di finanziare nuovi interventi sulle reti. Il tema aveva provocato un duro confronto tra i sindaci, con una parte degli amministratori contraria agli aumenti previsti.

Gli atti dell’EIC confermano che la scadenza dell’attuale affidamento resta fissata al 31 dicembre 2027 e che la regolazione economica costituisce uno dei presupposti fondamentali per garantire continuità aziendale e investimenti.

Il modello 2028

Il punto politico sarà stabilire se proseguire con un affidamento interamente pubblico ad Alto Calore Servizi, eventualmente su basi economiche e societarie rinnovate, oppure se individuare un assetto differente.

La decisione dovrà tenere insieme esigenze spesso difficili da conciliare. Da una parte c’è la volontà storicamente espressa da molti Comuni irpini di mantenere pubblico il governo dell’acqua. Dall’altra ci sono la necessità di garantire equilibrio finanziario, investimenti sulle reti, qualità del servizio e rispetto degli obblighi regolatori.

Il confronto che si apre ad Avellino rappresenta quindi molto più di una scadenza amministrativa. La scelta definirà il sistema di governo dell’acqua irpina per gli anni successivi al 2027 e stabilirà quale ruolo potrà continuare ad avere Alto Calore dopo una delle fasi più difficili della sua storia.

Il calendario indicato per i passaggi decisivi porta verso la fine dell’anno, quando il confronto tra i rappresentanti del Distretto dovrà tradursi nelle prime scelte concrete sul nuovo affidamento.

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