Secondo il professore universitario Gino Iannace, l’incendio avvenuto recentemente in Svizzera è stato favorito dall’utilizzo di materiali scadenti posti sotto il soffitto per la correzione acustica della sala. Questi pannelli, destinati a ridurre il rumore e garantire il comfort acustico, sarebbero stati scelti principalmente per motivi economici, a discapito della sicurezza antincendio.
“Dalle immagini si nota come le fiamme, generate da piccole bengala o da un contatto diretto con il fuoco, abbiano incendiato rapidamente i pannelli”, ha spiegato Iannace. “Il materiale brucia velocemente e lascia cadere piccole gocce infiammabili, propagando il fuoco agli arredi sottostanti. In pochi secondi l’intera sala è stata coinvolta dalle fiamme”.
Il professore ha anche realizzato un esperimento casalingo con materiali analoghi a quelli utilizzati in Svizzera: “Bastano pochi secondi di contatto con la fiamma di un accendino perché il pannello prenda fuoco. Questo dimostra quanto sia importante impiegare materiali ignifughi in luoghi pubblici”.
Iannace sottolinea come la scelta di materiali economici, ma altamente infiammabili, abbia reso impossibile una fuga sicura, evidenziando la necessità di rivedere standard europei e normative per la sicurezza antincendio negli spazi pubblici.
“Nessuno si faccia maestro. Da questa tragedia tutti dobbiamo imparare e impegnarci con umiltà ad evitare che non succeda mai più”, conclude il professore.


