Il presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania, Raffaele Aveta, ha avviato una serie di incontri istituzionali con le principali organizzazioni professionali agricole del territorio, inaugurando un percorso di confronto strutturato e permanente sulle politiche del comparto.
“In questi giorni, in qualità di presidente della Commissione Agricoltura, ho voluto incontrare singolarmente i vertici delle principali organizzazioni professionali agricole della Campania. Il confronto con Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Copagri ha segnato l’inizio di una fase di conoscenza reciproca, in vista dell’avvio pieno delle attività istituzionali della Commissione”, ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.
L’obiettivo, ha spiegato Aveta, è costruire un metodo di lavoro fondato sulla condivisione e sull’ascolto costante delle rappresentanze del mondo agricolo. “La Commissione intende lavorare nel segno della condivisione. Solo attraverso un dialogo stabile e continuo con chi rappresenta le imprese agricole si possono mettere in campo politiche utili, concrete e realmente rispondenti ai bisogni del territorio”.
Nel corso degli incontri sono emerse le principali criticità che interessano l’agricoltura campana, ma anche le potenzialità di un settore strategico per lo sviluppo regionale. Tra i temi al centro del confronto: il sostegno all’occupazione, il protagonismo delle nuove generazioni e la valorizzazione della multifunzionalità delle imprese agricole.
“Con le organizzazioni abbiamo condiviso l’idea di calendarizzare incontri mensili per accompagnare in modo partecipato il lavoro della Commissione e programmare insieme le priorità. Vogliamo costruire un percorso di collaborazione efficace, nel rispetto dei ruoli, ma con l’obiettivo comune di rafforzare il sistema agricolo regionale”, ha aggiunto Aveta.
Il presidente ha infine ribadito la volontà di imprimere un cambio di passo nell’elaborazione delle politiche di settore: “Più ascolto, più partecipazione, più capacità di tradurre le istanze dei territori in azioni tangibili”.

