Forte preoccupazione per il futuro dell’agricoltura italiana arriva da Cia–Agricoltori Italiani Campania, che lancia l’allarme sulle possibili conseguenze dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, nella sua attuale formulazione. Secondo l’organizzazione agricola, l’intesa rischia di avere un impatto pesantemente negativo su comparti strategici del Made in Italy, mettendo in pericolo circa 40mila posti di lavoro e intere filiere produttive.
Al centro delle critiche c’è l’assenza di una piena reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, elemento che esporrebbe le imprese agricole europee a una concorrenza giudicata sleale. Senza controlli rigorosi e clausole di salvaguardia rapide ed efficaci, avverte Cia, la sostenibilità economica dell’agroalimentare italiano ed europeo sarebbe seriamente compromessa.
Tra i settori più esposti figura la zootecnia, che in Italia genera un valore complessivo di circa 22,7 miliardi di euro. A fronte di una produzione nazionale di 3,3 milioni di tonnellate di carne, i Paesi del Mercosur arrivano a 38,5 milioni di tonnellate, con ampi margini di incremento dell’export verso l’Unione europea. Le stime indicano che entro il 2040 le importazioni di carni suine e avicole potrebbero crescere del 25%, determinando una forte pressione al ribasso sui prezzi e gravi ricadute sulle filiere italiane.
Particolarmente delicata anche la situazione della risicoltura. Nel 2024 l’Italia ha prodotto oltre 1,4 milioni di tonnellate di riso, con esportazioni pari a 680 milioni di euro verso i Paesi Ue e 187 milioni verso i mercati extra-Ue. Secondo Cia Campania, eventuali distorsioni competitive derivanti dall’accordo Ue-Mercosur rischiano di colpire non solo il mercato interno, ma anche l’export, aggravando le difficoltà di un comparto già fragile.
Un ulteriore nodo riguarda la sicurezza alimentare. Audit europei hanno già evidenziato criticità nei sistemi di controllo dei Paesi del Mercosur, in particolare nel settore delle carni bovine, dove sono stati riscontrati casi di non conformità legati alla presenza dell’ormone estradiolo 17-beta. Episodi che, sottolinea Cia, dimostrano come le norme sulla carta non siano sufficienti senza controlli omogenei ed efficaci lungo tutta la filiera.
Il rischio, avverte l’organizzazione agricola, non è solo economico ma anche reputazionale: anche singoli casi di irregolarità possono minare la fiducia dei consumatori, con effetti negativi su filiere come carni, ortofrutta e riso, penalizzando le aziende italiane che rispettano standard europei molto rigorosi.
Cia–Agricoltori Italiani Campania ribadisce infine che qualsiasi accordo commerciale deve essere subordinato alla tutela del reddito degli agricoltori, alla sicurezza alimentare e alla valorizzazione delle produzioni italiane, condizioni ritenute imprescindibili per garantire un futuro sostenibile al settore agricolo e agroalimentare nazionale.


