Un segnale politico forte e atteso dal mondo agricolo arriva da Bruxelles. Il Parlamento europeo ha deciso di inviare l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, aprendo una fase di verifica che potrebbe incidere in maniera decisiva sul futuro dell’intesa commerciale tra l’Ue e i Paesi sudamericani.
Una scelta accolta con favore dalla Cia – Agricoltori Italiani, che da tempo denuncia i rischi dell’accordo per le imprese agricole europee e italiane. In particolare, per il Mezzogiorno e la Campania, dove il tessuto produttivo rischia di essere messo in difficoltà da una concorrenza ritenuta sleale.
«È un segnale politico importante, frutto anche della mobilitazione degli agricoltori – sottolinea Carmine Fusco, commissario regionale Cia Campania –. Così com’è, il Mercosur mette a rischio le imprese agricole campane e del Sud Italia».
Secondo Fusco, il nodo centrale resta l’assenza di una reale reciprocità: «Non possiamo accettare una concorrenza sleale da Paesi che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali imposti ai nostri produttori. Questa sospensione deve diventare un tempo utile per ottenere controlli rigorosi, clausole di salvaguardia automatiche e condizioni di parità».
A livello nazionale, anche Cia–Agricoltori Italiani, guidata dal presidente Cristiano Fini, evidenzia come il voto dell’Eurocamera e la recente mobilitazione a Strasburgo abbiano contribuito a fermare una ratifica che non offriva garanzie sufficienti per il settore primario. Ora l’attenzione si concentra sulla verifica della compatibilità dell’accordo con i Trattati europei e sull’intera fase di eventuale attuazione.
La posizione della Cia è chiara: sì agli accordi commerciali internazionali, ma solo a condizioni e regole uguali per tutti, per tutelare il reddito degli agricoltori, la qualità delle produzioni agroalimentari e la sicurezza alimentare dei cittadini europei.


