A Castelvetere il romanzo di Raffaela Vallese, un viaggio tra vita, morte e rinascita

“Sono Raffaella Vallese, campana di origine, trapiantata in Umbria da vent’anni. Autrice di notevoli raccolte di poesia, sono ora al mio quarto romanzo ‘Ho contato fino a 100 e poi sono morta – Il mio nastro di Mobius’.”

Si racconta con parole semplici ma dirette la scrittrice Raffaella Vallese che presenterà a Castelvetere sul Calore, domenica, 13 settembre, il suo ultimo romanzo.

Un’opera che accompagna il lettore  in un viaggio intimo e suggestivo attraverso i confini della vita, della morte e della conoscenza. L’iniziativa è stata organizzata  dall’Associazione culturale La Ripa con il patrocinio del Comune.

“La morte è una scelta narrativa mentre  la vita è raccontata come una conta simbolica da 1 a 100. Ogni numero è una tappa dell’esistenza fino al confronto con la morte e con l’idea di eternità”. Immagini e simboli in un percorso che si snoda attraverso un sogno olistico in cui la scrittrice racconta di viaggiare con il corpo, la mente e lo spirito, e durante il quale incontra essenze che le racconteranno storie e con le quali si confronterà sull’esistenza di Dio.

“È un romanzo laico che viene sviscerato da due eccelse personalità del clero: ho avuto l’onore di avere la prefazione del Vescovo, monsignore Sergio Melillo, e la presentazione del presbitero Don Vitaliano Della Sala. Affronta argomenti non di pura religiosità, ma di grande spiritualità.  E  il mio libro è stato letto  dal Cardinale Zuppi, Arcivescovo di Bologna, che lo ha definito ‘il romanzo della vita’, prosegue Raffaella Vallese

Dopo varie presentazioni, domenica 13 settembre alle ore 17:30 sarà a Castelvetere sul Calore, il suo paese nativo, nella suggestiva chiesa trecentesca Eremo di San Michele, che farà da cornice ai numerosi interrogativi offrendo spunti filosofici e spirituali su cui confrontarsi.  Quindi il 18 settembre la tappa successiva a Maiori.

 E’ un romanzo tra realtà, fantasia e dimensione spirituale con al centro interrogativi profondi : la vita é davvero un nastro di Mobius? Cosa accade quando la coscienza supera i confini della materia? E il dialogo tra mente e inconscio può condurre verso una dimensione di trascendenza?

Il romanzo  si trasforma in una ricerca esistenziale. La scrittrice Vallese costruisce, infatti un percorso nel quale si incontrano realtà, fantasia e fantascienza, dando vita ad una narrazione che assume una forte dimensione filosofica e spirituale.

Il volume si apre  con la prefazione del Vescovo di Ariano Irpino – Lacedonia  mons. Sergio Melillo e la presentazione di Don Vitaliano Della Sala. Sono due contributi che accompagnano il lettore nell’interpretazione di un romanzo volutamente non convenzionale e ricco di domande sull’esistenza. Proprio la presenza di queste due figure sottolinea la volontà di proporre  il libro non solo come racconto  ma come spazio di riflessione  sui grandi temi della vita umana.

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