Valle, periferia di Avellino: che fine ha fatto il progetto di rigenerazione del rione?

Che fine farà il progetto Valle?

Diteci la verità

Salutata come il sol dell’avvenire, la chiave di volta per la rinascita urbanistica della città, l’esperienza di progettazione partecipata lanciata dal Comune di Avellino nella realtà di Valle, come larga parte delle sue intuizioni migliori, si è da mesi eclissata dai radar della democrazia.

Il Comitato Civico “La Voce di Valle” chiede di conoscere il destino riservato al progetto di rigenerazione di una parte del nostro quartiere: un progetto pilota  salutato con enorme entusiasmo anche dagli uffici della Regione Campania. Interrogativi legittimi, che il nostro comitato pone ai competenti uffici di Piazza del Popolo sulla scorta di due punti:

  • Le modifiche apportate all’impianto originario immaginato dai cittadini durante i laboratori di progettazione, da presentare in sede di assemblea plenaria
  • L’assenza dei presupposti necessari a realizzare il progetto, ovvero l’assegnazione reale degli alloggi destinati ai residenti dei prefabbricati che insistono sull’area di intervento.

Un intervento  che, allo stato, appare un irrealizzabile libro dei desideri. Dopo il percorso avviato quasi tre anni fa, di fatti, nessun nuovo cenno è mai arrivato dagli uffici comunali a parte i pagherò raccolti nel corso dei vari incontri con gli amministratori succedutisi tra il 2018 ed il 2019. L’ultimo atto concreto di cui si ha notizia, oltre all’approvazione del Programma Integrato Città Sostenibile riguardante anche Valle, è la delibera di Giunta Comunale numero 89 dell’aprile 2018. In quell’atto di indirizzo politico si è parlato, per la prima volta in assoluto, del caso dei prefabbricati di via Pirone, fino ad allora completamente assenti da qualsiasi piano di spostamenti realizzato.

Ad oggi, il dialogo con la base sull’evoluzione del progetto si è interrotto, verosimilmente perché in nessuna delle tante notizie – più o meno fondate – che si stanno succedendo in materia di assegnazioni alloggi si fa cenno a Valle. Nessuno che spieghi alle famiglie di Valle se la delibera 89 verrà o meno applicata.

Noi chiediamo pertanto risposte: diteci la verità! Diteci se questo progetto s’a da fare o no.

Chiediamo onestà, chiarezza, correttezza: i cittadini meritano rispetto, soprattutto per il loro impegno a servizio di un cambiamento costruttivo. Del resto, chi lavora a Piazza del Popolo lo sa: il nostro è sempre stato un approccio di dialogo con l’amministrazione della città. Una politica degli esempi che andasse contro quella della lamentela e della rassegnazione. In tal modo, però, tutto questo lavoro – anche fisico – rischia di essere irrimediabilmente compromesso, screditato e il suo patrimonio sociale disperso.

Noi non vogliamo essere né oggetto di mercato elettorale – cosa che, ahinoi!, sta già accadendo – né essere presi in giro. Se l’Europa ci ha chiesto di progettare le città insieme ai loro abitanti per realizzare interventi utili e sostenibili, si rispetti questa volontà. Si dia forma alla modernità, alla democrazia. In alternativa, si abbia il coraggio di dire la verità, ovvero che Avellino non è pronta: non è pronta per sfide politiche così alte. Anche perché la politica, ad Avellino, latita ormai da tempo.

La Voce di Valle chiede di rompere il silenzio seguito all’ultima richiesta di incontro, chiede di essere ricevuta dagli organi competenti e di avere risposte certe sulla realizzabilità del progetto così come prospettato ai suoi committenti: i cittadini di Valle e di Avellino.

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