Tribunale di Avellino, quel palazzo non è a norma: il Comune resta a guardare

C’è un cartello affisso sulle pareti interne del Palazzo di Giustizia di Avellino che non lascia tranquilli i frequentatori delle aule di giustizia e degli uffici: l’utenza è invitata a lasciare l’edificio appena espletate le pratiche.

Una indicazione inquietante che lascia immaginare il rischio connenno alla presenza in quei ampi corridoi, in quelle stanze dove lavorano centinaia di dipendenti per i quali, però, il rischio è concreto, sicuramente diverso rispetto a quello dell’utenza.

Perchè avvocati, testimoni, consulenti ed altri possono lasciare lo stabile appena espletate le varie pratiche, i dipendenti devono invece restare lì per otto ore di lavoro.

Il palazzo di giustizia cade a pezzi ma nessuno riesce a fare qualcosa di concreto.

Proprietario dello stabile è il Comune di Avellino che non ha soldi per i lavori da effettuare, forse neanche la volontà di farlo.

Sembra davvero paradossale perchè in quelle stanze si amministra la giustizia e non è giusto che disabili debbano essere trasportati a braccia perchè manca uno scivolo che è presente in qualsiasi ufficio pubblico, non è giusto che i dipendenti siano costretti a vivere le giornate lavorative a rischio, nemmeno è giusto che magistrati, personale di cancelleria e ogni altro impiegato debbano svolgere il proprio compito in un edificio non adeguato alla normativa antincendio nè essere antisismico.

Le denunce arrivano costantemente da avvocati e utenti, pure tra i magistrati c’è viva preoccupazione per la situazione che dipende però dal Comune di Avellino, senza risorse economiche innanzitutto ma pure senza la reale capacità di rendersi conto che quel palazzo va sistemato prima che possa succedere qualcosa di grave.

Le denunce nei confronti del Comune, da parte di utenti che hanno registrato cadute ed altri danni fisici, sono numerose e i procedimenti giudiziari vedranno sicuramente soccombente l’amministrazione comunale, costretta a risarcire quanti hanno portato in giudizio il Comune capoluogo.

Nulla di concreto viene però fatto per affrontare una situazione che è grave.

Ieri mattina, come spesso accade, operai erano all’opera cercando di mettere una pezza, recuperando calcinacci e mettendo qualche “cucchiaiata di calce” laddove era caduto l’intonaco, svolgendo in pratica la manutenzione ordinaria.

Intanto l’impianto elettrico pare non essere a norma visto che registra continui sbalzi di tensione che di questi giorni bloccano l’aria condizionata e l’uso degli ascensori.

Eppure di tratta di un ufficio pubblico, dove le disposizioni di legge dovrebbero essere applicate con puntualità, laddove negli appartamenti dei privati è obbligatorio rispettare la normativa in materia di sicurezza.

Il problema è davvero serio ed è auspicabile che qualche magistrato decida di indicare (per non dire imporre) al Comune di Avellino gli opportuni ed inderogabili interventi da compiere.

Uno su tutti? Trovare una nuova sistemazione per gli uffici giudiziari, in una struttura diversa, prima che il Palazzo di Giustizia di Piazza d’Armi cada a pezzi.

 

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