“Stalking? Risarcibile con una multa”. Il Pd: “Allarme infondato”

“Lo stalking? Si potrà risarcire con una multa”. La denuncia arriva da Loredana Taddei, responsabile nazionale delle Politiche di Genere della Cgil, Liliana Ocmin, responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl e Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil. Nella legge di riforma del codice penale, approvata il 14 giugno 2017, è prevista l’introduzione di un nuovo articolo: il 162 ter, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno di questi reati è lo stalking. Senza il consenso della vittima l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche a rate.

La presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (Pd), però non ci sta. “Sono dichiarazioni da irresponsabili, senza alcun fondamento”. Ed ancora. “La riforma del processo penale che prevede la possibilità che il giudice estingua il reato nel caso di riparazione del danno si applica solamente – spiega – ai reati procedibili a querela remissibile. E non è certo il caso del delitto di stalkingche si realizza attraverso minacce gravi e reiterate, casi per i quali la legge sul femminicidio nel 2013 ha espressamente sancito l’irrevocabilità della querela”.

Pronta la replica delle sindacaliste. “È un fatto innegabile – spiegano le tre sindacaliste – che con il nuovo art.162 introdotto dalla recente Riforma della Giustizia sarà possibile estinguere i reati perseguibili a querela con le condotte riparatorie, con un risarcimento”. Per le dirigenti sindacali “è grave che tra questi reati, poiché non è stato espressamente escluso dal ‘calderone’ di quelli che si possono rimettere, sia di fatto compreso anche lo stalking”.

Per Taddei, Ocmin e Menelao è quindi necessario “che il reato, nella parte in cui prevede la remissione della querela, venga espressamente escluso dalla 162 ter, e soprattutto che non sia monetizzabile”. “Il danno che produce anche sul versante culturale – sostengono – è enorme, e porta alla sottovalutazione dei segnali di stalking cosiddetti ‘meno gravi’, ma che per il loro potenziale meno gravi non sono, e che se perseguiti possono impedire l’escalation della violenza, vero nodo del fenomeno dello stalking”.

“È inaccettabile – concludono le responsabili di Cgil, Cisl e Uil – che la politica non presti l’attenzione dovuta a temi come quello della violenza contro le donne, ormai ogni giorno al centro dei fatti di cronaca”.

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