Sei anziano? Niente posto in ospedale: la denuncia choc e l’indagine della Procura

Una indagine della Procura della Repubblica di Benevento (competente per territorio) e una da parte dell’Asl di Avellino per fare luce sulla denuncia inequivocabile emersa attraverso un video pubblicato sul sito del settimanale L’Espresso.

Ecco il racconto che emerge dall’organo di infornazione: “Un uomo 85 anni di Ariano Irpino, ha febbre alta e difficoltà respiratorie. I suoi polmoni non funziono correttamente, saturando meno dell’85% del suo sangue con la conseguenza di compromettere le funzioni degli organi, tra cui il cervello e il cuore.

Ha aspettato più di una settimana per ricevere aiuto dal servizio di emergenza che è sovraccarico di lavoro a causa della pandemia. L’ospedale di Ariano, così come le strutture ospedaliere delle città limitrofe, non hanno più unità di terapia semi-intensiva e intensiva disponibili e in grado di ospitare nuovi pazienti.

Una squadra del servizio di emergenza del 118, dopo essere arrivato a casa del malato, misura le sue funzioni vitali e riscontra una grave disfunzione polmonare ma, a causa della mancanza di letti disponibili, il signore non può essere trasferito in ospedale.

Conseguentemente, il medico spiega ai parenti preoccupati che l’opzione migliore è quella di tenerlo a casa per evitare il rischio che il paziente debba rimanere per molto tempo nel corridoio di un’ospedale o in ambulanza.

Sconcertanti l’atteggiamento e le argomentazioni dei sanitari nei confronti dei familiari e dello stesso paziente.

“Adesso non c’è posto in ospedale: se fosse stata una persona giovane magari l’avrei portata. In questo momento si è arrivati a questa scelta. Chi è anziano e chi è giovane”, si sente dire nell’audio della registrazione video.

Il medico chiede pertanto alla moglie e alla figlia del paziente, di firmare un documento che attesta il loro consenso a trattenerlo presso il loro domicilio.

Il video si chiude con l’immagine del paziente, attaccato all’ossigeno, che firma la liberatoria ai sanitari rifiutando il trasporto in ospedale. “Bravo, bravo”, gli dice il medico con una pacca sulla spalla.

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