Scatta foto alla sua scheda elettorale: denunciato un genio a Montemiletto

Cosa non si fa con quel maledetto cellulare..

In questa giornata di consultazioni elettorali, ci sono pure i piccoli e grandi geni che fotografano la scheda con il voto e la pubblicano magari su Facebook oppure la fanno vedere a chi gli ha chiesto il voto.

Non si può fare ma non tuttii geni lo sanno.

Un elettore di 55 anni è stato denunciato, in stato di libertà, per violazione della legge sulla segretezza del voto, per aver scattato con il cellulare una foto alla scheda mentre si trovava all’interno della cabina elettorale.
E’ successo a Montemiletto.

A scoprire la violazione è stato la presidentessa del seggio, che ha udito il clic dello scatto, chiedendo subito l’intervento delle forze dell’ordine presenti nel seggio elettorale.

All’uomo è stato sequestrato il cellulare e la scheda di voto è stata annullata.

Dopo avere controllato l’apparecchio telefonico, con in memoria la foto della scheda elettorale, il 55enne elettore è stato identificato e condotto presso la locale stazione dei Carabinieri di Montemiletto dove gli uonini al comando dal maresciallo Luciano Morante hanno provveduto a denunciare l’uomo alla Procura della Repubblica di Avellino, per i successivi provvedimenti.

IL REATO

Fotografare il proprio voto è vietato anche se l’immagine non circola e rimane riservata, nella sola disponibilità dell’elettore.

È altresì vietato laddove lo si fa per dimostrare ad altri qual è stata la preferenza data.

Lo scopo della norma è facilmente intuibile: garantire a tutti la segretezza del voto che, altrimenti, potrebbe essere turbata se qualcuno, all’esterno, possa esigere di verificare come il cittadino ha barrato la scheda elettorale. Per la stessa ragione, non è illegale fotografare una scheda elettorale non ancora utilizzata.

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La normativa in materia così recita:

Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.

Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.

 

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