“Pronto, sono la Gambacorta, vota mio marito”: Ariano grida allo scandalo

Ad Ariano Irpino si stanno facendo venire il mal di pancia per una telefonata fatta dalla signora Gambacorta (che magari avrà una bella gamba lunga) a un tizio al quale la moglie dell’attuale sindaco chiede un voto in favore del marito, per consentirgli di allungare il mandato elettorale.

Embè? Che c’è di strano?

Di questi tempi telefonate del genere sono una costante, anzi c’è chi si lamenta per non avere ricevuto una chiamata da aspiranti candidati, eppure ce ne sono tanti.

E poi, da quale pulpito arriva la predica? Chi è che si sta facendo venire i mal di pancia denunciando qualcosa che è più di consolidato rituale?

Vuoi vedere che nessuna moglie ha mai chiesto il voto per un marito candidato?

Personaggo politici appartenente ad altra coalizione, ad altra lista in competizione, gente che telefonate del genere ne avrà fatto “a zeffunno, a beveruni, a migliara”, come nella parodia del boss delle cerimonie di “Made in sud”.

In modo meno esilarante i protagonisti della vicenda adesso minacciano azioni legali.

Generoso Maraia, deputato arianese pentastellato, senza macchia e senza paura, che in vita sua mai ha telefonato per chiedere qualcosa perchè – come per la pubblicità di Denim – è uomo che non deve chiedere mai,  “Gambacorta deve far chiarezza  su un audio in cui la moglie chiede voti presentandosi come dipendente dell’Agenzia delle Entrate”.

Mica avrà offerto, in cambio, una rottamazione super?

Povera signora Gambacorta: ma se è quello il lavoro che svolge? Come doveva presentarsi?

Se faceva l’insegnante, avrebbe detto di essere la professoressa e allora sarebbe stata sospettata di elargire promozioni e voti alti in cambio del voto (basso) per il marito?

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Il sindaco Gambacorta  l’ha presa sul serio questa questione: “L’audio di una garbata telefonata fatta da mia moglie , dal telefono di casa, è stato diffuso in maniera virale su WhatsApp da chi, evidentemente, non è consapevole di commettere un reato penale per cui sono previste pene anche molto pesanti”.

Macchè azioni giudiziarie. Qui ci vorrebbe, piuttosto, la pubblicazione del nome del soggetto che ha diffuso l’audio della telefonata fatta tra quelle due persone. Se non è stata la signora Gambacorta, provate a indovinare chi può essere stato a diffondere l’audio che ora fa venire il mal di pancia.

E’ questo soggettone che andrebbe messo alla berlina, anzichè la moglie del sindaco che vuole vedere allungarne il suo mandato, attraverso una telefonata.

Come in quello spot: una telefonata allunga la vita. E pure il mandato.

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