Pronto soccorso Ospedale tra aggressioni e vergognosa gestione dei pazienti

Pronto soccorso degli ospedali, dove si registrano aggressioni a medici ed infermieri e gravi disagi per i pazienti.

E’ il momento di intervenire. Non solo da parte dei sindacati che propongono la solita letterina di solidarietà e denuncia.

Occorre l’intervento dei manager ospedalieri, di coloro che guadagnano migliaia euro al mese standosene comodamente in poltrona senza neanche sapere cosa avviene al “fronte” dove operano medici e infermieri facendo il possibile e dove persone esasperate attendono il proprio turno per essere assistite.

Sono tutti vittime di un sistema che funziona malissimo, dovuto alla disorganizzazione e alla superficialità di chi dovrebbe invece garantire un servizio adeguato alla richiesta dell’utenza.

Le aggressioni e la gestione dei pazienti rappresentano le due facce di una stessa medaglia.

Il caso di Solofra

Il più recente episodio di insofferenza nei confronti degli operatori sanitari è il caso avvenuto all’ospedale Landolfi di Solofra dove un 47enne ha preso a calci la porta di accesso al pronto soccorso e mandato in frantumi la vetrinetta dell’armadietto sanitario, provocandosi peraltro una ferita. (LEGGI QUI)

Il motivo di tanta rabbia?

Il ritardo con cui i sanitari stavano gestendo la richiesta di soccorso per ilfiglio 14enne dell’uomo che ha perduto la pazienza. L’uomo è stato poi medicato e, dopo l’arrivo dei Carabinieri, ha rimediato pure una denuncia per danneggiamento e altro.

La reazione dei sindacati

In precedenza c’era stato un episodio simile all’ospedale Moscati di Avellino dove era stato aggredito un infermiere, sempre per lo stesso motivo: ritardo nel fornire assistenza a chi chiedeva soccorso.

L’occasione è stata propizia per i sindacati che chiedono assunzioni di medici e infermieri, per garantire assistenza a pazienti, e una migliore organizzazione dei servizi.

I sindacati chiedono pure maggiore sicurezza per gli operatori sanitari che lavorano in strutture affollate, dove è sempre meno la pazienza delle persone in attesa di soluzioni.

La solita circolare che non porterà frutti perchè la situazione generale che si vive al pronto soccorso degli ospedali è figlia della disorganizzazione delle strutture sanitarie.

Il caso di Avellino

Poi c’è il caso, raccontato da un lettore in modo civile e senza sfasciare niente nè aggredire medicie infermieri.

Ecco la segnalazione che non ha bisogno di commenti.

“E’ incredibile quanto avviene ancora oggi al pronto soccorso del moscati di Avellino.

Mia suocera di 94 anni per una caduta viene portata in ospedale con ingresso alle ore 10.40 in codice giallo.

La radiografia viene effettuata intorno alle 16.00 dietro mie insistenze con diagnosi: frattura sconposta tibia destra.

Alle ore 18.50 arriva l’ortopedico di turno che chiede il ricovero nel reparto.

Bisogna attendere ancora fino alle ore 20.00 e meno male che vi è la possibilità per il ricovero.

Nel frattempo avete trattenuto su un “cucchiaio in ferro” una signora di 94 anni senza toccare cibo ne’ acqua ne’ avere la possibilita di fare i (lasciatemi passare il termine) i suoi bisogni fisiologici per ben 10 ore e questo solo per avere una radiografia alcuni prelievi ed una consulenza finale.

SIETE una VERGOGNA (e sono molto educato) come servizio sanitario e mi auguro solo che chi deve intervenire lo faccia quanto prima”.

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