Pianodardine, l’appello dei medici al Commissario: “Quella fonderia non va aperta”

Il Dott. Franco Mazza, Presidente ISDE Medici per l’Ambiente – Sezione di Avellino, ha rivolto un accorato appello alle istituzioni e in particolare al Commissario Prefettizio presso il Comune di Avellino, affinchè non venga aperta la fonderia di Pianodardine.

Sulla base di argomenti scientifici, ecco cosa scrive:

Egregio Commissario dott. Priolo,
Le indirizzo questa lettera con riferimento ad un’importante decisione per la salute dei cittadini di Avellino che Lei dovrà prendere il 28 febbraio p.v.

Le scrivo in qualità di medico e di Presidente di ISDE Medici per l’Ambiente – Sezione di Avellino per chiederle di condividere pubblicamente in anticipo la posizione che Lei o un incaricato degli uffici che rappresenta assumerà nella sede indicata.

Faccio riferimento alla Conferenza dei Servizi convocata il 28 febbraio alle ore 10:30 in merito all’apertura di una fonderia nella città di Avellino che si occupi di trattare materiali come proiettili e cartucce usate e
altri rifiuti metallici. Il progetto riconosce esplicitamente che tale impianto andrebbe ad emettere fumi contenenti ossidi di azoto, polveri e metalli quali Pb, Sb, Cr, Mn, Cu, Sn, V.

La richiesta di aprire un tale sito è particolarmente allarmante considerata la posizione dell’impianto a poche decine o centinaia di metri da:

− La scuola primaria e di secondo grado “Istituto Comprensivo Statale S. Tommaso F. Tedesco”

− la Stazione ferroviaria di Avellino,

− la Chiesa San Francesco d’Assisi e la sua comunità,

− gli uffici postali, la farmacia locale e diverse attività commerciali,

− le numerose abitazioni di cittadini Avellino del borgo Ferrovia,

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− le diverse produzioni agricole di eccellenza del territorio irpino come vigneti e noccioleti.

In aggiunta, in una valle chiusa da monti e colline e con ridotta ventosità come quella in cui è collocata Avellino, è ben noto ormai il fenomeno di ristagno al suolo delle polveri sottili.

Le condizioni orografiche e climatiche della Valle del Sabato rendono difatti “democratica” l’aria inquinata, che non conosce distinzioni tra i quartieri della città per cui ciò che viene emesso a Pianodardine lo respirano sostanzialmente tutti i cittadini di Avellino, anche ad esempio con una semplice passeggiata per il Corso Vittorio Emanuele.

È bene essere chiari e ribadire che di inquinamento ci si ammala e si muore.

Sono innumerevoli ormai le evidenze mediche e scientifiche in materia da cui tra l’altro derivano in primis i richiami dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Vivere e – con riferimento alle generazioni più giovani – crescere in un ambiente inquinato è riconosciuto tra i fattori che riducono le aspettative di vita per gli abitanti dei territori coinvolti.

Ne è ben consapevole Lei in prima persona dopo aver opportunamente richiesto – con l’incontro del 5 febbraio u.s. presso la Prefettura di Avellino – un coinvolgimento di tutti i Comuni dell’area al fine di  risolvere la problematica degli sforamenti oltre i limiti di legge delle polveri sottili misurati presso la
centralina di Via Piave ad Avellino.

Ne è testimonianza tra l’altro l’ordinanza comunale “antismog”del 22 febbraio u.s. da Lei determinata e che prevede limitazioni al traffico di automobili, allo stazionamento dei mezzi di trasporto pubblico, alla bruciatura di scarti vegetali, all’utilizzo dei sistemi di riscaldamento domestico e di dispositivi che provochino dispersione termica delle attività commerciali.

Avellino ha già un triste record: è la città più inquinata d’Italia.

Lo dice il Rapporto Legambiente Mal’aria 2019 che mette la nostra città al primo posto in assoluto per il livello medio di polveri sottili PM102.

Con un valore pari a 42μg/mc, Avellino supera perfino Torino (41,9), Milano (39,8) e numerose altre città collocate in realtà ben più antropizzate e industrializzate. E in una città inquinata le emissioni di polveri sottili si riducono, non si aumentano!

Permettere ad una fonderia che raccolga rifiuti metallici per trattarli termicamente nella nostra città vanificherebbe evidentemente ogni azione intrapresa anche da Lei con la Sua Ordinanza finalizzata a ridurre le emissioni nell’aria.

Al riguardo, è utile ricordare la chiara opposizione a tale progetto da parte della cittadinanza di Avellino già espressa pubblicamente in diverse forme negli ultimi giorni con:
− la manifestazione pubblica in Piazza Libertà ad Avellino di sabato 23 febbraio u.s. sostenuta tra l’altro da numerose associazioni cittadine tra le quali Isde, Info Irpinia, Legambiente, Arci, Lotta Per La Vita, MoviMentiLocali Tufo e promossa da Salviamo La Valle del Sabato − la petizione con la raccolta di diverse centinaia di firme indirizzata alle competenti autorità di indagine,
− le dichiarazioni pubbliche da parte di numerosi rappresentanti istituzionali del territorio e di livello
nazionale.

Basterebbe infine richiamare che in ben due occasioni – delibera n. 24 del 3.03.2014 e n. 18 del 10.02.2017 – l’intero Consiglio Comunale di Avellino si è pronunciato per il netto rifiuto a collocare anche un solo nuovo impianto inquinante sul territorio della città di Avellino.

Tale atto di indirizzo amministrativo è stato espresso dal Consiglio all’unanimità, rappresentando dunque tutte le forze politiche al di là degli schieramenti partitici. Ogni azione contraria ad una tale palese espressione della volontà popolare sarebbe sorprendente e – in sincerità – incomprensibile.

Considerato tutto quanto sopra e date le preoccupazioni circa il potenziale aggravio di polveri sottili in termini di conseguenze mediche e di salute pubblica, prima ancora che ambientali, Le chiedo di esprimere pubblicamente che il Comune di Avellino non approverà la collocazione dell’impianto proposto sul proprio
territorio.

Per la salute dei bambini che oggi studiano nelle classi a pochi metri dal sito proposto e per il benessere di tutta la comunità cittadina che Lei si trova ad amministrare, Le chiedo di pronunciarsi al riguardo prima della Conferenza dei Servizi prevista per il 28 febbraio p.v.

Senza il consenso degli uffici che Lei rappresenta, tale progetto non potrà trovare applicazione. Attendo fiducioso di conoscere il Suo orientamento a tutela della salute della popolazione avellinese e resto naturalmente disponibile per un incontro utile ad approfondire ogni aspetto di interesse.

 

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