Piano di Zona A4, giochetti politici sulla pelle della povera gente

Per la terza volta consecutiva il Comune di Avellino guidato da Gianluca Festa, spalleggiato da altri tre sodali, ha fatto andare deserta l’assemblea dei sindaci che avrebbe dovuto rinnovare il consiglio di amministrazione e rendere possibile l’avvio concreto dell’attività del Piano di Zona A4.

Sull’argomento,l’associazione “controvento” di Avellino ha diramato il presente comunicato in cui si riassume che “si è assistito ad un balletto indecente con la maggior parte dei sindaci pronta a dare vita all’assemblea e altri, tra cui la delegata del Comune di Avellino, ente capofila che ne ha anche la presidenza, i quali, pur presenti, si fermavano sulla porta per impedire il raggiungimento del numero legale.

E’ questo soltanto uno, purtroppo, degli innumerevoli episodi di mala politica e di giochetti di potere di una classe politica cui non interessa né che con ciò si impedisca, in periodo di pandemia, con i bisogni drammaticamente accresciuti, l’erogazione dei servizi sociali a 100.000 abitanti né la condizione di anziani, non autosufficienti, giovani, donne in difficoltà.

Cresce, in assenza di programmazione, continuità di intervento e di una conduzione professionale e strutturata dei servizi, lo spazio di manovra di sedicenti cooperative che forniscono, sulla base di estemporanee delibere, scadenti servizi con l’utilizzo di personale poco formato a danno non solo degli utenti ma anche degli altri operatori del settore.

Grande responsabilità ricade sul comune di Avellino che pervicacemente impedisce la piena strutturazione del Piano di Zona preferendo ad una gestione professionale dei servizi, una opaca conduzione “fatta in casa”.

Il sindaco Festa, di solito tanto prodigo di interventi, tace limitandosi ad affermare con enfasi che i servizi vengono erogati – secondo lui – in maniera soddisfacente.

  Spicca, come al solito, l’assoluta latitanza dei consiglieri regionali.

  Intanto, e questa è forse la spiegazione della discrezione dell’uno e degli altri, il Piano di Zona zoppicante quando deve fornire i servizi, scoppia di salute in quanto a dotazione finanziaria. Fra soldi non spesi e finanziamenti comunque concessi dalla regione anche in assenza di programmazione, sul conto corrente dell’ente giacciono milioni di euro.

  Tale stato di cose non è più accettabile. E’ ora, anzi è già da troppo che è passata l’ora, che la Giunta Regionale si avvalga della facoltà concessa dall’articolo 47 della legge 11/2007, commissari il Piano di Zona A4, attraverso una struttura commissariale provveda a recuperare il vuoto di programmazione ferma al 2017, insedi, secondo le procedure, un direttore generale e finalmente restituisca i diritti sociali ai 100.000 cittadini che fino a questo momento ne sono stati defraudati.

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