Perchè dire “Sarò il Sindaco di tutti” è una cazzata galattica

Lo hanno detto, in campagna elettorale, decine di aspiranti sindaco, ripetendo quanto affermato da altri pretendenti, in tutta la penisola: “Sarò il Sindaco di tutti”.

E di chi voleva esserlo?

Lo stanno riproponendo, adesso, i candidati al ballottaggio e lo ha ribadito in modo solenne pure il commissario straordinario al Comune di Avellino, il Prefetto Giuseppe Priolo.

Circa l’uomo a cui lascerà il posto, ha detto: “Chiunque sarà eletto dovrà essere il sindaco di tutti”.

SINDACO DI CHI?

Questa storia del Sindaco di tutti, è stata trattata in un delizioso articolo pubblicato sul sito www.fabbricapolitica.com che, offre innanzitutto ai candidati un documentato dossier dal titolo “Come vincere le elezioni prima ancora di sapere la data del voto, lasciando ai tuoi avversari solo le briciole, e aumentare il consenso in tempi di governo”.

Poi spiega perchè l’affermazione tanto cara ai candidati (“Sarò il Sindaco di tutti”) è una cosa da evitare.

Perchè bisogna essere per forza sindaco di tutti, mica si può escludere qualcuno. O no?

La frase è indubbiamente bella, è ad affetto, ricalca quanto affermato da Nicolas Sarkozy, nel maggio 2007, a seguito della vittoria alle elezioni presidenziali francesi: “Sarò il Presidente di tutti i Francesi”, disse con aria trionfale.

E ci mancherebbe: di chi voleva esserlo, altrimenti?

BELLA FRASE DA COPIARE

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Da allora tutti pronti a complimentarsi con il francese e soprattutto a copiarlo.

Molti candidati sindaci, per fare i fighi, pronti a dire “Sarò il Sindaco di tutti”.

Una frase ripetuta talmente tanto, così piena di retorica, da diventare noiosa e a tratti incredibile. Perchè il sindaco “deve” essere lì a rappresentare tutti i cittadini, che motivo c’è di puntualizzare?

L’ARTICOLO

E allora ci piace condividere e riproporre alcuni stralci di un articolo di Matteo Sipolon pubblicato su “Fabbrica Politica”.

Il testo è indirizzato, innanzitutto, al candidato sindaco ma di particolare interesse per gli elettori.

Eccolo.

Ma perchè dire “Sarò il Sindaco di tutti” è una cazzata?”.

“La realtà è che si tratta di un modo gentile per tranquillizzare gli elettori che NON hanno votato per te, garantendo pari dignità. Il problema non è dirlo (può starci, per carità), è che poi molti Sindaci lo fanno per davvero.

Perchè se il tuo paese ha 50.000 abitanti tu NON sei il Sindaco di tutti loro, ma di una parte di loro, è vero.

Gli altri non ti hanno votato, non ti volevano, magari ti insultavano, non ricordi?

Questo non significa trattarli in malo modo o non aiutarli in caso di bisogno, ci mancherebbe, ma non devono essere il tuo primo pensiero appena ti svegli la mattina.

Facendo così otterrai molto più rispetto e consenso di quanto tu creda, perchè anche gli avversari, e chi non ti ha sostenuto, vedranno in te una persona che mantiene la barra dritta e mantiene le promesse. Probabilmente mugugneranno, si lamenteranno, ma ti riconosceranno una certa coerenza e ti rispetteranno. Magari alla prossima tornata elettorale diventeranno pure i tuoi sostenitori più accaniti (ne ho viste molte di queste situazioni).

 

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