Parte la campagna vaccinazione dell’Asl Avellino: ma è quella pubblicitaria

Pubblicizzano qualcosa che non hanno.

Dovevano fare una corretta e concreta campagna-vaccinazioni invece hanno fatto una campagna pubblicitaria.

Una idea peraltro tardiva perchè l’epidemia influenzale è ormai iniziata e la campagna andava fatta perlomeno due mesi fa, non adesso.

Vaccinatevi, cittadini, vaccinatevi.

Ma come vaccinarsi se mancano i vaccini?

Non è una casa farmaceutica a pubblicizzare un prodotto da vendere. E’ l’Asl di Avellino che invita la gente a vaccinarsi ma non fornisce i vaccini ai medici di base nè possiede scorte per il suo ambulatorio e provvedere direttamente a soddisfare ler eisgenze degli utenti.

Sembra davvero una presa in giro la campagna pubblicitaria attuata dal’Asl di Avellino per sensibilizzare la cittadinanza a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale.

Chissà chi quale genio ha pensato a questa dispendiosa campagna pubblicitaria i cui costi non produrranno benefici.

Soldi pubbici spesi male, anzi buttati via. Perchè questo invito a vaccinarsi provocherà ulteriore danno per i medici di famiglia dove giungeranno ancora altre persone intenzionate a sottoporsi alla vaccinazione. Altri si riecheranno, magari, presso la struttura dell’Asl e pure lì non troveranno vaccini disponibili.

E allora perchè fare la pubblicità di un prodotto che non potete poi fornire?

La delibera indica il finanziamento a carico dell’Asl per la produzione e messa in onda di un spot della durata di 30 secondi che sarà trasmesso almeno 3 volte giorno per 30 giorni da sette emettenti televisive locali per un spesa di circa 2mila euro.

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Magari quei soldi potevano essere utilizzati in mododiverso, magari acquistando i vaccini e mettendoli a disposizioni dei medici di famiglia, subissati da richieste anche quando la campagna pubblicitaria non era stata pensata dal genio che ha deciso di attuarla.

Una “campagna informativa al fine di amplificare la risonanza mediatica della campagna vaccinale dando impulso alle attività di tutela e promozione della salute” di cui non c’era bisogno, visto che i migliori promotori sono state i medici di famiglia. Perchè non destinare loro quel finanziamento?

 

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