Orlando Marano, addio a un musicista, punto di riferimento e anima dei Pratola Folk

La scomparsa di Orlando Marano colpisce nel profondo una comunità intera. Per chi ha condiviso con lui il palco per oltre vent’anni, è la perdita di un riferimento umano e artistico insostituibile. Pratola e l’Irpinia salutano non solo un musicista, ma una voce autentica capace di raccontare e difendere con orgoglio il proprio territorio.

Il nostro cammino insieme è iniziato nel 1993 con i Legend: io avevo diciassette anni, lui era già l’anima di un progetto che univa generazioni diverse. Suonavamo Guccini, i Nomadi, De André, trovando in quei maestri un linguaggio fatto di impegno civile e attenzione agli ultimi. Lo stesso spirito che Orlando ha poi riversato nei Pratola Folk, il suo storico gruppo.

Fu lui, nel 2005, a ridare vita ai Pratola Folk, riportando sul palco una storia nata nel 1974 e interrotta alla fine degli anni ’80. Da allora, attraverso quella band sono passate almeno tre generazioni di musicisti: Orlando è stato il filo conduttore, guida competente e appassionata, capace di unire esperienza, visione e radicamento profondo nella propria terra.

Proprio negli studi del gruppo Pratola Folk prendeva forma anche l’anima di “Puozzi passà pe’ a Pratola”, la storica sagra diventata negli anni simbolo identitario della comunità. Non solo musica, ma un progetto culturale capace di intrecciare tradizione, territorio e partecipazione popolare. Insieme a Felice De Palma, Orlando ha composto cinque CD, frutto di un lavoro coerente e appassionato. Per lui la musica non doveva essere usa e getta: doveva restare, lasciare traccia, custodire memoria e dignità.

Abbiamo condiviso centinaia di concerti, piazze, sacrifici e soddisfazioni. Per me è stato famiglia: sono cresciuto accanto ai suoi figli, miei amici e fratelli, sotto lo sguardo di un uomo schietto, ruvido, autentico. Ingegnere e professionista stimato, ma soprattutto musicista nell’anima, sul palco come nella vita non conosceva mezze misure.

Oggi resta il dolore, ma anche l’orgoglio di aver camminato insieme per un tratto di strada. Ciao Orlà.

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