Mercogliano, il Giro d’Italia dei veleni: “Parlano di cose che nemmeno conoscono”

Nemmeno il tempo di smontare palco e transenne, ed ecco scoppiare la polemica a Mercogliano, innescata da quanti sono rimasti a guardare, in attesa di criticare, nei confronti di chi ha operato in un mare di difficoltà e senza risorse economiche per organizzare l’arrivo di tappa del Giro d’Italia.

Tutto bene, tutto bello, complimenti e attestazioni di stima a livello nazionale, immagini che hanno fatto il giro del mondo offrendo un’immagine nettamente positiva e diversa rispetto a quella reale. Perchè Mercogliano è un condensato di problemi ma, in questa importante circostanza, nessuno se n’è accorto a livello planetario.

Tra maggioranza e opposizione è noto che non vi siano solitamente identità di vedute ma a Mercogliano c’è costantemente il veleno, nel vero senso della parola, alla base di ogni discussione.

Alcune dichiarazioni rese da consiglieri della minoranza hanno costretto alla replica chi, finora, aveva operato in silenzio.

Nessun supporto da parte di quei consiglieri che ora criticano e che si sarebbero fatti vivi solo per chiedere il pass per accedere alla tribuna.

Critiche che hanno riguardato la collocazione dell’open village, senza sapere che le scelte sono piovute dall’alto, imposte dall’organizzazione del Giro.

Accusa di chi sostiene che siano stati spesi 100mila euro per ottenere questo sesto arrivo di tappa, eppure non c’è una fattura e ancora meno una disposizione di pagamento in proposito, un’uscita dai conti bancari, segno che la spesa è stata praticamente zero, ovvero contenuta in poche migliaia di euro per garantire quanto richiesto dall’organizzazione, ovvero l’allestimento di un doveroso buffet presso la sala stampa, la sistemazione di alcune strade e strutture che hanno ospitato la carovana rosa.

Non si è parlato delle difficoltà avute dai cittadini per il servizio di rientro a Mercogliano attraverso le navette dell’Air, con gente rimasta sotto la pioggia per ore.

Eppure il Comune di Mercogliano ha una quota societaria nella azienda di trasporti.

Il 18 maggio è previsto il consiglio comunale e se ne sentiranno delle belle. Intanto il consigliere delegato allo sport, Carmine Dello Russo (ha premiato la maglia rosa perchè designato dall’organizzazione che ha invece tenuto fuori il Sindaco, che lo aveva già fatto nei due precedenti arrivi di tappa), ha inteso fornire questa dichiarazione che riportiamo integralmente: “Ho ben poco da ribattere a chi pensa di starsene in disparte salvo poi cercare di mettersi in evidenza sui giornali al fine di poter sperare di godere esclusivamente dei fallimenti, non di una parte politica, ma dell’intero paese. È un modo di fare che non mi appartiene. Sfortunatamente per loro, ancora una volta, gli è andata male. Il successo del Giro, in termini di organizzazione, visibilità, restyling delle strade e di ritorno economico e di immagine, è sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta quindi l’ennesima occasione di evitare improduttive polemiche è stata persa da loro. È vero – ha concluso Dello Russo – occorre tanta concretezza per rilanciare questo paese, ma la concretezza è nell’azione, non negli articoli di giornali; è in chi lotta effettivamente per raggiungere un obiettivo, in chi si dedica e si spende per un qualcosa che ritiene positivo per il proprio territorio. Troppo facile e comodo pensare di dispensare consigli e ‘verità’ senza sapere nemmeno di cosa stiamo parlando”.

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