La sanità che funziona, salvi mamma e neonato: “Grazie angeli col camice bianco”

È tornata sana e salva presso la sua abitazione, con il suo neonato, la paziente sannita di 39 anni che una settimana fa, all’Ospedale Landolfi di Solofra, ha rischiato di morire per una grave complicanza pos-partum.

La donna, dopo aver partorito con taglio cesareo un bimbo di tre chili e mezzo, aveva presentato una atonia uterina che si è risolta solo con un secondo intervento chirurgico.

La complicanza che aveva determinato una importante emorragia, ha richiesto trasfusioni di sangue e plasma e la somministrazione di farmaci per scongiurare il pericolo di una coagulopatia che sarebbe stata fatale.

Le equipe di Ginecologi e Anestesisti che hanno gestito l’emergenza sono riusciti a tirare un sospiro di sollievo solo dopo la stabilizzazione della paziente.

Terapia intensiva

Nel tardo pomeriggio di quel 21 maggio, per il prosieguo del monitoraggio e della terapia, la puerpera – non trovando posto nella Terapia Intensiva del Moscati di Avellino – fu trasferita presso la rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Ruggi d’Aragona di Salerno.

Dopo tre giorni di degenza nell’Ospedale salernitano, la donna aveva poi fatto ritorno al Landolfi di Solofra per abbracciare il figlioletto che non aveva avuto il tempo ancora di vedere dopo la nascita.

Mamma e figlio stanno bene e sono rientrati a Montesarchio, in provincia dì Benevento, luogo di origine della donna, dove erano ad attenderli parenti ed amici.

Prima di lasciare Solofra, la paziente ha voluto ringraziare con una breve dichiarazione gli Anestesisti e i Ginecologi di Solofra, diretti rispettivamente dal dott. Gabriele Ferrante e dal dott. Nicola Tesorio, gli Anestesisti di Salerno guidati dal dottor Renato Gammaldi e gli infermieri di entrambi gli ospedali che l’hanno attentamente seguita durante il suo ricovero e che, come la stessa neo-mamma ha commentato, le hanno salvato la vita: “Sono stati i miei angeli in camice bianco”

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