Istanza di fallimento Avellino Calcio: attesa la sentenza della Corte di Appello

Lo scorso 28 maggio, ovvero 12 giorni prima della richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Avellino, l’istanza di fallimento era stata rigettata dai giudici della sezione fallimentare perchè la Sidigas era stata dichiarata solvibile.

Una decisione rispetto alla quale i legali della Policecor, una azienda di Frigento che vanta un credito di 266mila euro nei confronti della Sidigas, aveva proposto appello.

Il processo di secondo grado è in programma oggi, mercoledì 17 luglio 2019, dinanzi alla Corte di Appello di Napoli e la decisione dei giudici partenopei è attesa con particolare interesse, nell’ambiente giudiziario, per avere un quadro chiaro e attendibile della reale situazione in cui versa la Sidigas, “solvibile” appena 50 giorni fa e ora con i beni sottosequestro preventivo per 100milioni di euro.

La prima volta che si parlò dei problemi finanziari della Sidigas fu proprio in seguito all’iniziativa dei legali della Polidecor che, per tentare di ottenere il credito vantato, pignorarono le quote del Calcio Avellino.

La notizia suscitò clamore, perchè riguardava la società di calcio, e vi furono reazioni rabbiose da parte dei rappresentanti del Calcio Avellino e della Sidigas rispetto alle notizie apparse sugli organi di informazione, asserendo che era tutto a posto, che non c’erano problemi, accusando “certa stampa” di remare contro la nuova dirigenza del calcio, spalleggiati in questo da sciocchi e servili megafoni dell’informazione di regime, ovvero quelli che parlano e urlano per ingraziarsi il “padrone”. Oppure hanno solo la capacità di smentire altri, senza riuscire (volutamente o per deficienza) a fornire una informazione obiettiva e reale oppure notizie concrete.

Era invece un campanello di allarme importante, al quale pochi prestarono attenzione.

Chi si era interessato della vicenda, ora non appare sorpreso di quanto emerso circa la situazione finanziaria in cui versa la Sidigas e le società ad essa collegate.

In realtà la Polidecor vantava un credito di 266mila euro nei confronti della Sidigas, accertato da sentenze e con provvedimenti notificati alla società di distribuzione del gas, l’ultimo dei quali nel dicembre 2017, senza ottenere soddisfazione del credito.

Perciò l’azienda di Frigento, rappresentata dagli avvocati Antonio Trulio e Raffaello Caldarazzo nel mese di settembre 2018 decise di chiedere il pignoramento delle quote sociali  della neonata società SSD Calcio Avellino.

Le quote della società di calcio, infatti, erano in possesso della Sidigas per un valore di 9.500 euro.

Il patron Gianandrea De Cesare, dopo essere andato di corsa dal sindaco Ciampi e chiedere di ottenere la gestione della società di calcio che ripartiva dalla serie D,  aveva deciso di fare entrare interamente la Sidigas nel capitale sociale del Calcio Avellino. Una mossa che, alla luce degli eventi calcistiti, si è rivelata fatale.

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Nessuno dei suoi numerosi consiglieri aveva suggerito di non intestare alla Sidigas le quote della neonata società di calcio, per tenerla fuori da ogni eventuale problema.

Pure su quanto avvenuto in quei giorni della scorsa state, quando Vincenzo Ciampi in tutta fretta decise di affidare al gruppo Sidigas il calcio ad Avellino, preferendo De Cesare ad altri imprenditori con maggiore esperienza calcistica e garanzie finanziarie, dovrà essere fatta piena luce.

Ma di questo si parlerà prossimamente.

Oggi si attende la decisione della Corte di Appello di Napoli che dovrà pronunciarsi rispetto alla sentenza di primo grado espressa dai giudici di Avellino in merito alla richiesta di fallimento avnzata dalla Polidecor nei confronti della Sidigas con il pignoramento delle quote della società di calcio.

Se il capitale sociale del Calcio Avellino non fosse stato in possesso della Sidigas (così pure per la Scandone Basket), nessun problema ci sarebbe stato per il futuro della società di calcio e di basket rispetto ai guai finanziari della società di distribuzione del gas, sicuramente noti a chi era all’interno o al fianco del patron Gianandrea De Cesare.

La rabbia dei tifosi irpini scaturisce proprio da questo: molti sapevano, perchè non hanno posto in essere azioni tali da salvaguardare le società sportive?

Sarebbe bastato intestato oppure cedere successivamente ad altri soggetti il capitale sociale del Calcio Avellino – attuando la stessa strategia pure per la Scandone basket – per tenere queste due società fuori dai problemi della Sidigas, senza vedere affondare pure le due piccole imbarcazioni rispetto alla nave.

 

 

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