Indovinate chi non paga le bollette dell’Alto Calore? Che sorpresa

La notizia che non t’aspetti: tra gli evasori dell’Alto Calore, ovvero tra quelli che non pagano le bollette dell’acqua, indovinate chi c’è?

Il presidente dell’ente. Si, proprio lui.

Incredibile ma vero.

Ecco perchè l’Alto Calore fa acqua da tutte le parti.

Se il primo debitore, in ordine gerachico, è proprio lui, l’amministratore unico nonchè presidente Michelangelo Ciarcia…

Il suo nome peraltro, nemmeno risulta nell’organigramma che appare sul sito ufficiale dell’Alto Calore.

Il presidente risulta essere Raffaele De Stefano, possibile? clicca qui: OrganigrammaAziendale

Altra stranezza, questa. Possibile che nessuno abbia avuto modo e tempo per modificare l’organigramma?

Ma vediamo la gravissima situazione per la quale c’è poco da rallegrarsi e che contempla altre cose strane.

La pratica per il recupero del credito, ovvero dei soldi che costui deve all’ente che ora dirige, non è stata assegnata alla Crearci s.r.l., la società di recupero crediti napoletana che sta assillando i debitori con lettere di sollecito e minaccia di azioni legali.

E bravo il presidente dell’ente che non rimborsa i soldi agli utenti che vantano crediti, dell’ente che fa sentire poveracci quelli che devono pagare arretrati per poche decine o centinaia di euro.

La notizia è stata data dai colleghi di Irpiniatv che hanno così ricostruito la sconcertante vicenda, partendo dall’origine del debito che ammonta a ben 48mila e 409 euro.

Un debito che risultava a carico dalla società Incanto srl, che gestiva un albergo di Pietradefusi.

Michelangelo Ciarcia, il presidente dell’Alto Calore, deteneva anche il 22% delle quote attraverso la società di famiglia, la Emmepienne srl, di cui è amministratore unico e faceva anche parte del consiglio d’amministrazione di quella società.

Da quando la Emmepienne subentra,  il debito con l’Alto Calore inizia ad accumularsi.

Viene definita una rateizzazione, l’Incanto e Ciarcia pagano però solo le prime quattro rate, poi stop con il debito che sale a 31.748 euro più 16.660 euro di fatture inevase per un totale di circa 48mila euro di debiti.

Direte voi: l’Alto Calore sa come recuperarli.

Macchè, la pratica non risulta assegnata alla società di recupero credito.

Se ne dovrebbero occupare le risorse interne all’Ente. Pare che non si siano attivati granchè, costoro, visto che il debito è tutto da onorare.

Questa la ricostruzione dei fatti, che potrebbe risultare lacunosa o con qualche imprecisione.

Ma noi siamo qui, pronti a raccogliere la versione del presidente Michelangelo Ciarcia.

Non esiteremo a correggere eventuali errori, siamo capaci di promettere soluzioni e tenere fede agli impegni.

Noi…

Se non dovessero esserci errori e omissioni in tutto questo, la prima soluzione da adottare sarebbe facile, da parte di Ciarcia: dimissioni dall’incarico.

Seguendo magari l’indicazione o consiglio che un dipendente dell’Alto Calore tempo fa fornì a un utente.

Cosa disse? Leggetelo qui

 

 

 

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