Il Prefetto diventa giornalista e intervista Bartoletti a Pietrastornina

Una scambio di ruoli per una serata di leggera conversazione, tra amici veri, alla presenza di curiosi spettatori desiderosi di scoprire l’arte dell’intervista e i segreti di un giornalista.

A cambiare ruolo, per una sola volta, saranno il Prefetto Matteo Piantedosi e il giornalista Marino Bartoletti.

«Questo rende la serata già anomala. Di solito sono io che intervisto gli uomini delle istituzioni», dice Bartoletti.

Si frequentano da molto tempo e tra i due c’è una sincera amicizia che trova fondamento nelle passioni comuni per il ciclismo, la musica, la cultura.

Negli anni in cui l’irpino Piantedosi ha diretto la Prefettura di Bologna, trascorrevano il tempo libero andando in bicicletta oppure ritrovandosi a chiacchierare di tante cose, come sanno fare gli amici veri.

Sabato sera Matteo Piantedosi svestirà l’austero ruolo dell’uomo di Stato, del Prefetto che attualmente è il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, per indossare l’abito del giornalista, precisamente dell’intervistatore.

Marino Bartoletti, giornalista, conduttore e autore televisivo, scrittore e tanto altro ancora, sarà chiamato a rispondere alle domande – pure impertinenti – del suo intervistatore.

Tutto questo alla presenza di una platea costituita da spettatori appassionati di musica.

Perchè si parletà del Festival di Sanremo, di cui Marino Bartoletti è un profondo conoscitore.

Presso la sala consiliare  ”Vincenzo Riccio” di Pietrastornina, sabato 18 gennaio alle ore 18.00, Marino Bartoletti parlerà pure del suo “Almanacco sul Festival di Sanremo”: la storia della rassegna canora, raccontata in una conversazione originale e senza precedenti.

Ospite del circolo social culturale Petra Strumilla di Pietrastornina, il giornalista risponderà alle domande di Matteo Piantedosi per raccontare aneddoti, curiosità e segreti della manifestazione canora, richiamando sicuramente l’attenzione della platea.

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Alla vigilia della 70^ edizione di Sanremo, il libro che ripercorre la storia del Festival (con la prefazione di Renzo Arbore, Pippo Baudo e Carlo Conti), costituirà un prezioso almanacco per chi vuole conoscere i “dietro le quinte” e le curiosità della manifestazione canora così cara agli italiani.

«La struttura dell’almanacco è di chiara matrice sportiva: d’altra parte vengo da quel mondo – spiega Marino Bartoletti -. C’è tutto nel volume: albi d’oro, classifiche, piazzamenti. Solo che al posto di squadre e cannonieri ci sono i cantanti e i loro brani».

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