Il drammatico appello di una infermiera del Moscati: “Aiutateci ad aiutarvi, siamo senza materiale”

Francesca Spella è una infermiera dell’ospedale Moscati di Avellino. Ci ha scritto una mail domandando: Volevo sapere se potevate fare un articolo per promuovere e incentivare chi può, a donarci dpi perché purtroppo non ne abbiamo a sufficienza. E’ importante…

Un appello al quale abbiamo immediatamente dato spazio.

Francesca ha aggiunto: Se vi serve una foto, stando a casa ho creato questo per tranquillizzare il più possibile le persone,soprattutto quelle più anziane.

Ecco il suo drammatico appello.

Sto a casa dopo aver subito un’intervento chirurgico che mi costringe a restare ancora qualche giorno in malattia.

La mia seconda casa e il mio cuore è lì, all’ospedale Moscati di Avellino, con tutti i miei colleghi della rianimazione e della sala operatoria.

Per questo, l’unico modo per tenerci uniti e forti, è stato quello di creare un gruppo su WhatsApp, così da sentirsi vicini anche se lontani.

Ho terrore, abbiamo tutti terrore, non chi più e chi meno,tutti.

Abbiamo ancora di più paura perché purtroppo non abbiamo a disposizione le giuste armi per vincere questa guerra.

Ci mancano tante cose che sono indispensabili per potere rimanere incolumi da questo maledetto virus e quando dobbiamo tornare a casa dai nostri cari, la nostra fobia più grande è quella che possiamo essere portatori di questa malattia e far star male chi invece vogliamo bene.

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Proprio per questo alcuni di noi, me compresa, ha lasciato le vite precedenti per costruire la vita di ora in una bolla di sapone.

Ma non abbiamo grandi scelte, è il nostro lavoro, alcuni della sala operatoria come me, sono scesi in aiuto della rianimazione per fronteggiare questo brutto incubo.

Manca il materiale

Servivano mani in più e non potevamo tirarci indietro ma allo stesso tempo non è giusto non avere a sufficienza i giusti DPI.

Ci serve materiale, ci mancano tute, occhiali, maschere ffp2 ffp3, visiere.

I DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) per le vie respiratorie sono diversi in base allo scopo per cui devono essere impiegati.

La protezione è garantita dalla capacità filtrante dei dispositivi in grado di trattenere le particelle aerodisperse, per lo più in funzione delle dimensioni, della forma e della densità, impedendone l’inalazione.

I DPI più utilizzati per la protezione delle vie aeree sono le semimaschere filtranti monouso che soddisfano i requisiti richiesti dalla norma tecnica UNI EN 149:2001 (Semimaschere filtranti antipolvere – Requisiti, prove, marcatura).

Livello di protezione

Questi sono dispositivi muniti di filtri che proteggono bocca, naso e mento; si suddividono in tre classi in funzione dell’efficienza filtrante: FFP1, FFP2 e FFP3. Le lettere FF sono l’acronimo di “facciale filtrante”, P indica la “protezione dalla polvere”, mentre i numeri 1, 2, 3 individuano il livello crescente di protezione.

Non è difficile da capire la differenza, ma purtroppo se non abbiamo queste cose mettiamo a rischio la nostra salute impiegando tempo prezioso per abbattere questo grande muro.

Per questo sto cercando chiunque voglia rendersi utile in questo momento di emergenza, che possa donarci qualcosa, per permetterci soprattutto di avere una maschera personale a testa ogni volta che entriamo in contatto con un paziente Covid positivo.

Inoltre queste maschere non possono essere mai tolte perché una volta che si spostano dal viso vanno eliminate perché da quel momento non danno più alcuna garanzia di protezione.

Quindi se per esempio si indossano e poi si girano sulla testa o sul collo, per il tempo di un caffè o di una bevuta di acqua, è necessario gettarle via.

Non chiediamo l’impossibile, cerchiamo solo di dimostrare a tutti quanto siamo capaci di essere uniti in questo momento di grande tristezza, noi ce la stiamo mettendo tutta, corpo e anima ma alcune volte non basta.

Vorremo altre mani per sentirci più leggeri e più forti nel vincere questa guerra e poter tornare al più presto felici, spensierati e soprattutto riabbracciarci guardandoci negli occhi e dire :“Ce l”abbiamo fatta!“.

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