De Cesare non vuole vendere l’Avellino e dalla Corte di Appello arriva un’altra tegola

La volontà di non cedere? Può starci. Ognuno è padrone (si fa per dire, in questo caso) delle sue cose.

Ma la correttezza commerciale, così come l’educazione, sono cose che vanno oltre la volontà di instaurare una trattativa.

Con un comunicato stampa la AP Green Srl, azienda di Serino che si occupa del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, fa sapere di essere stata costretta a rinunciare alla possibile trattativa atta a rilevare l’Avellino Calcio.

Nessuna risposta da De Cesare, è la sintesi della lunga nota al vetriolo che si conclude in questo modo: “A prescindere da qualsiasi prassi commerciale, un riscontro di cortesia rappresentava quantomeno buona norma di educazione e rispetto tra colleghi imprenditori”.

Intanto  da Napoli giunge notizia che i giudici della Corte di Appello, con sentenza motivata, ribaltando quanto deciso in primo grado, hanno dichiarato esserci i presupposti per la dichiarazione di fallimento avanzata dai legali della Polidecor di Paternopoli.

Pertanto la Corte di Appello ha rimesso il procedimento al giudice di Avellino – che in primo grado aveva respinto la richiesta di fallimento – per gli adeguati provvedimenti.

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