Controlli rigidi per evitare il Coronavirus: cosa si può fare e cosa non si deve fare

Per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale, fino al 3 aprile.

Si deve evitare di uscire di casa: si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali.

Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali.

La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e costituisce reato sottoscrivere false dicbiarazioni:

Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. E’ previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

E’ comunque consigliato, ove possibile, lavorare a distanza o fruire di ferie o congedi.

Febbre e sintomi

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5. In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

Per “comprovate esigenze lavorative” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante. L’Autorità verificherà poi la veridicità della dichiarazione resa: in caso di false dichiarazioni sono previste sanzioni penali.

Posti di controllo

Ci saranno controlli molto rigidi e inflessibili.

La Polizia municipale e tutte le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari: non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

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Possibile recarsi presso parenti anziani o non autosufficienti fornendo sempre valide giustificazioni.

Nessuna limitazione per il transito delle merci, considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico e il servizio taxi

Uffici pubblici

Gli uffici pubblici rimangono aperti su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra le zone.

E’ prevista la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.

Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.

Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili ricade nel regime di malattia ordinaria.

Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherà la decurtazione prevista per i periodi di malattia.

Pubblici esercizi

Bar e ristoranti possono aprire dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande dopo tale orario.

Vietato lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande.

Cerimonie ed eventi

Sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

Fino al 3 aprile sono sospese stutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali.

Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare.

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