Concorso alla Regione, fermi tutti: irregolarità e sospetti, interviene il Tar

Concorsone alla Regione: fermi tutti. Il Tar della Campania ha fermato la procedura concorsuale fino al prossimo 6 ottobre, giorno in cui è fissata l’udienza per la definizione del processo.

Si allungano a dismisura, dunque, i tempi per lo svolgimento del concorso per il quale si sono crate aspettative tra i candidati e le loro famiglie. Sono migliaia anche i giovani irpini che hanno preso parte alle prove selettive, con l’aspirazione di ottenere un posto alla Regione, approfittando magari anche di una possibile raccomandazione, in coincidenza con le votazioni per il rinnovo delle cariche al consiglio regionale.

Che indecenza!

“Indecente. È l’unico aggettivo che si può usare per definire la farsa dei concorsi nella Pa ‘organizzati’ da De Luca. Mesi per correggere le prove, graduatorie che cambiano misteriosamente e ora si scopre persino che gli elaborati dei candidati sarebbero riconoscibili,  come evidenziato oggi dal Tar sospendendo il concorso. È  indecente che la speranza di futuro per i giovani della Campania venga spenta da questa politica incapace e clientelare. De Luca chieda scusa ai nostri ragazzi e alle loro famiglie”. Così in una nota Severino Nappi, vice coordinatore di Forza Italia in Campania.

Perchè i candidati si sono rivolti al Tar?

La principale contestazione da parte degli esclusi riguarda il presunto mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove preselettive.

Secondo i ricorsisti, le presunte irregolarità riguardano le modalità di consegna della prova. I candidati “hanno apposto sul foglio risposte a lettura ottica e sul cartoncino anagrafico due talloncini identici, contenenti medesimo codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico codice numero di sei cifre”.

Fogli risposte e cartoncini però “non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’esterno dai candidati, come prescritto peraltro dall’art. 14 del D.P.R. 487/94 e il predetto codice numerico, facilmente memorizzabile e identificabile, ha finito per svolgere, almeno potenzialmente, funzione di segno di riconoscimento”.

Il Tar ha rilevato anche che nonostante l’utilizzo di sistemi ottici, la correzione delle prove preselettive si è “immotivatamente protratta per tre mesi”.

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