Come agire in caso di errore medico

Si parla di errore medico quando la scelta terapeutica del sanitario non procura al paziente un beneficio ma comporta un danno, peggiorandone le condizioni di salute.

In caso di errore medico a cui segue un danno alla salute, è giusto e possibile avanzare la richiesta di un risarcimento.

La prima legge sulla responsabilità sanitaria è stata approvata nel marzo del 2017 e definisce quali norme seguire per richiedere un risarcimento a causa di errore medico.

Ecco l’iter sulla base della riforma approvata e in vigore.

Per prima cosa è necessario approfondire le dinamiche del caso e disporre dei documenti necessari a provare quanto accaduto. In questa fase il medico di base può essere di aiuto per capire se il sospetto di aver subito un danno fondato. Una volta appurato di aver subito un danno a tutti gli effetti bisogna richiedere alla struttura presso cui si è stati in cura la propria cartella clinica. La struttura è tenuta a fornirla entro 7 giorni.

Una volta raccolti documenti di base è bene rivolgersi a un esperto, meglio se un avvocato specializzato in diritto sanitario. L’avvocato si occuperà di affidare a un medico legale la perizia necessaria e l’opportuna valutazione del danno subito. Volendo è possibile rivolgersi anche direttamente a un medico legale per ottenere la perizia che serva.

Perizia alla mano è bene cercare di raggiungere un compromesso; un professionista sanitario prepara una valutazione medica e propone l’accordo dinanzi a un giudice. La perizia presentata ha valore effettivo di prova nella circostanza in cui si vada in causa. Le parti hanno l’obbligo di presentarsi. È anche possibile chiedere una mediazione seguendo una procedura più informale in cui il mediatore propone un possibile accordo basandosi sulle perizie delle parti.

A questo punto si presentano due possibilità:

  • La conciliazione: si raggiunge un accordo tra medico o struttura chiamati a rispondere del danno e il paziente che lo ha subito. Se entro sei mesi di tempo l’accordo non viene rispettato si va in causa.
  • La causa per risarcimento: se la causa è intrapresa contro il medico o il personale ospedaliero, il paziente deve provare con una perizia la presenza di un effettivo errore sanitario alla base del danno subito. Se la causa è avanzata contro un medico privato, un ospedale o una struttura sanitaria gli accusati devono dimostrare con le proprie prove di non aver commesso errori di alcun tipo.

In linea generale l’intento della nuova legge è quello di agevolare l’ottenimento dei dovuti risarcimenti da parte delle strutture sanitarie e dei medici che lavorano in esse.

Per poter rivalere il proprio diritto sull’ospedale il paziente ha fino a 10 anni di tempo dal momento in cui ha subito il danno ed è tenuto a dimostrare soltanto di aver subito un danno alla salute tramite la presentazione dei documenti e dell’eventuale perizia.

Spetta poi alla struttura il compito di dimostrare di non aver causato il danno.

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Lo stesso procedimento vale per i medici privati e i dentisti.

Nel caso in cui la richiesta di risarcimento sia fatta al medico di una struttura il paziente ha 5 anni di tempo per presentare richiesta di risarcimento e la prova è totalmente a suo carico del paziente.

Per saperne di più leggi qui come agire in caso di errore medico.

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