Autobus-carretta, la disarmante giustificazione dell’Air: “E’ il cambio di stagione”

Autobus che lasciano gli utenti a piedi oppure che marciano senza aria condizionata?

Leggete cosa racconta l’amministratore unico dell’azienda di trasporti Air, Alberto De Sio, e fatevene una ragione: «Nel periodo estivo ssi verificano guasti in maniera maggiore perché le macchine soffrono il passaggio dalla primavera all’estate ovvero da temperature fresche a quelle roventi».

Indispettisce l’utenza la giustificazione fornita dall’amministratore unico dell’Air il quale ha affidato ai colleghi del Mattino la risposta alle proteste dei passeggeri costretti a viaggiare su autobus senza aria condizionata, mezzi ormai definiti “carrette” perchè spesso rimasti fermi per guasti improvvisi.

E’ il cambio di stagione, signori, ma avviene solo per gli autobus dell’Air. Gli utenti sono pure automobiilisti e chissà perchè, le loro autovetture mai hanno sofferto di questo male.

Ma cosa racconta De Sio?

E poi su quegli autobus ridotti male, pure in inverno il riscaldamento funziona male. Colpa del freddo?

Obiettivamente, l’esperto manager avrebbe potuto trovare una giustificazione diversa.

Ma crede davvero che l’esasperata utenzia sia disposta ad accettare giustificazioni del genere?

Le macchine sono…macchine, mica percepiscono il cambio di stagione, per loro non c’è il passaggio dalle mutande di lana agli slip, come per gli umani che comunque riescono ad adattarsi alle mutazioni climatiche. Figurarsi un mezzo meccanico.

Perchè non parlare di mezzi che hanno percorso milioni di chilometri e che, inevitabilmente, sono a rischio di guasti rispettoad autobus di più recente costruzione.

Autobus in pessime condizioni “fisiche” (visto che vengono paragonati agli umani…) e di pulizia interna, con i passeggeri che spesso sono costretti a ripulire i sediolini, ad accettare odori nauseabondi, pur di fruire dell’alternativa all’automobile ritenuta inquinante.

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Fa ridere e non più sorridere quello slogan che rappresenta una presa per i fondelli: “Lasciate l’auto a casa, al resto pensiamo noi”. Si, a lasciarvi a piedi.

A tal proposito De Sio giustifica: «Le avarie quando si offre un servizio del genere, che si svolge in strada e non tra le mura di un edificio, devono essere messe in preventivo. Il nostro obiettivo è sì quello di prevenirle, ma quando accadono diventa quello di intervenire in maniera repentina per andare incontro a quelle che sono le esigenze dei passeggeri. I fatti dicono che siamo già tempestivi: in ogni caso ci stiamo organizzando per essere ancora più puntuali e migliorare le pratiche di monitoraggio e prevenzione».

Vallo a raccontare a chi è rimasto a piedi, vedendo saltare appuntamenti e coincidenza, a chi ha dovuto attendere molto tempo la soluzione per riprendere la “corsa”.

Ma è accettabile continuare a chiamare “corsa” il servizio fornito dall’Air? Una corsa sì, ma ad ostacoli.

Bene avrebbe fatto l’amministratore unico De Sio a scusarsi con gli utenti. Oppure regalare loro una scatola di cioccolatini, ripetendo la spesa fatta dall’azienda due anni fa per acquistare migliaiadi confezioni per i dipendenti.

Ci sarebbe il rischio di vederle liquefare i cioccolatini con il calore. Basterebbe scusarsi, insomma.

Ma la parola “scusa” non fa parte della terminologia dei manager tutti d’un pezzo e dagli stipendi d’oro che aiutano a ritenersi infallibili perchè, in cuor loro, pensano e si convincono: Se guadagno una barca di soldi, significa che sono bravo.

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