UdS, Iuliano: “Vogliamo contribuire al cambiamento della città”

AVELLINO – “Siamo studentesse e studenti avellinesi. Ieri una trentina di noi ragazzi è entata in consiglio comunale con le nostre proposte e la nostra voglia di cambiare la città, per rivendicare reddito, carta dello studente, spazi di aggregazione e trasporti efficienti. Questo è stato solamente il primo dei nostri incontri. Non lasceremo che cada un velo di disinteresse sull’istruzione in città. Qualche mese fa, abbiamo intrapreso un percorso di discussione su noi stessi e sulla citt…

AVELLINO – “Siamo studentesse e studenti avellinesi. Ieri una trentina di noi ragazzi è entata in consiglio comunale con le nostre proposte e la nostra voglia di cambiare la città, per rivendicare reddito, carta dello studente, spazi di aggregazione e trasporti efficienti. Questo è stato solamente il primo dei nostri incontri. Non lasceremo che cada un velo di disinteresse sull’istruzione in città. Qualche mese fa, abbiamo intrapreso un percorso di discussione su noi stessi e sulla città. Siamo studenti medi, universitari, precari, fuorisede e pendolari: ci siamo iniziati a riunire chiedendoci se le nostre singole condizioni fossero frutto di scelte o di condizionamenti più forti di noi, volevamo discutere dei disagi e dei problemi che affliggono la nostra città. Credevamo e crediamo infatti che non sia un caso che la maggior parte dei giovani della nostra città va via dopo la scuola superiore, l’emorragia che vive questo territorio è un dramma sociale frutto di scelte politiche ben precise”. Così Mattia Iuliano, coordinatore provinciale UdS Avellino.
“Il confronto di questi mesi c’ha portato tante idee e tante proposte: crediamo sia una priorità per la crescita della città migliorare le condizioni che i soggetti in formazione e i lavoratori deboli, precari, inoccupati, disoccupati, sottoccupati sono costretti a sopportare a causa della crisi economica e sociale edella cattiva gestione della nostra città negli ultimi vent’anni. Avellino sembra essere destinata a invecchiare non solo perl’età dei suoi abitanti, ma anche per il progressivo impoverimento culturale e sociale: la “questione giovanile” caratterizza Avellino e non può più essere ignorata o utilizzata solo a scopi propagandistici. E’ necessario ripartire costruendo per tutte e tutti le possibilità di scegliere con consapevolezza se restare o andare via. La chiusura dell’Eliseo rappresenta a nostro avviso l’emblema di una classe politica che non solo non è stata in grado di valorizzare spazi, a cui è stata ridata vita grazie all’intervento e ai fondi dell’Unione Europea, ma non ha nemmeno avuto il coraggio di aprire con la cittadinanza un confronto serio per deciderne l’utilizzo, le modalità di gestione, la destinazione. Riaprire quel luogo simbolo della città, al pari di tanti altri è un atto quanto mai dovuto dopo anni di promesse e scandali, ma è anche e soprattutto il presupposto per avviare un modo diverso di vedere e vivere la città, l’occasione per offrire nuova centralità ai cittadini nella gestione e nella fruizione degli spazi pubblici. Siamo fermamente convinti che nella società attuale le conoscenze svolgano un ruolo centrale, non solo da un punto di vista sociale eculturale ma anche economico: i posti di lavoro non si creano solo con bar,caffetterie e parcheggi ma candidando la città a essere un luogo che fa della ricchezza umana un patrimonio collettivo, il volano dello sviluppo a 360^ della città.
Abbiamo elaborato una serie di proposte che vogliamo porre all’ordine del giorno del dibattito comunale : parliamo di forme di reddito per i soggetti in formazione, della costruzione di una progettualità cittadina in rapporto con le università campane, soluzioni per garantire il diritto all’abitare e il libero accesso alla cultura,incentivi alla mobilità, tutele e strumenti per cambiare un mondo del lavoro che è sempre più precario. Vogliamo sottoporre queste proposte all’attenzione di tutti i consiglieri, vogliamo che ognuno si ponga seriamente il tema di come dare voce e ascolto a una fascia generazionale che va dai 14 ai 30 anni e che è totalmente assente dalla città perché non gli sono stati offerti sbocchi e possibilità di crescita in questi 20 anni. Siamo stanchi di vivere una città in cui non ci sono spazi di aggregazione, nonostante i numerosi edifici pubblici inutilizzati e dove non ci sono possibilità di realizzazione personale e collettiva.
Sembra però che a tutto ciò non si voglia trovare una soluzione. Caso eclatante è ciò che sta accadendo alla casetta di vetro. Riteniamo che affidare alla Polizia Municipale quella struttura significhi non aver capito quali sono i disagi della città: il problema di Avellino non è solo l’ordine pubblico, ma anche la totale assenza di un tessuto sociale e la mancanza di volontà nel connettere le varie iniziative culturali e costruire realmente un percorso costante durante l’anno, al di là del singolo evento, che smuova la città. Uno dei principali obiettivi dell’amministrazione dovrebbe essere quindi rendere quella zona un laboratorio di cultura e uno spazio di collaborazione e confronto sempre attivo per i giovani.
Non possiamo più assistere invece ad una città che si chiude sempre di più e che non riesce realmente a dare una risposta alle nostre esigenze. Speriamo che nelle prossime settimane si riesca realmente ad aprire un percorso di collaborazione e di trasparenza che fino ad ora è stato solamente ostentato dall’amministrazione.
Abbiamo tante proposte che vogliamo costruire assieme per riuscire a far capire che l’istruzione non è solo quella che si fa tra le quattro mura scolastiche e che questa va garantita a tutti: a causa dello spostamento delle ditte private da Piazza Macello a Piazzetta Santa Rita moltissimi ragazzi non riescono a ritirarsi a casa, poichè non riescono a raggiungere il pullman nei pochi minuti a disposizione; a causa del costo elevatissimo della cultura tantissimi studenti non possono comprare i libri per scuola o andare al teatro o al cinema. L’ incontro con l’assessore Cignarella di ieri sarà solamente il primo di tanti altri, vogliamo portare la nostra proposta di spazio in consiglio comunale, costruire un percorso di collaborazione col comune per carta dello studente e reddito di formazione dando risposta ai problemi reali degli studenti in materia di diritto allo studio. Siamo convinti che a livello cittadino, come a livello nazionale ci sia il bisogno di investire realmente nel diritto allo studio e in noi giovani e non sfruttare la cultura, l’istruzione e la scuola come puri strumenti retorici, per poi ritrovarci ogni anno ad assistere a gattopardeschi restyling che non cambiano nulla oppure peggiorano la situazione. Vogliamo che Avellino cambi, affinchè tutto cambi” – conclude Iuliano -.

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