Tumori, “Ambiente e Salute” chiede uno studio epidemiologico

Passata l’attenzione dovuta a qualche caso particolare che rialza periodicamente il polverone sullo stato di salute della media Valle del Sabato – dall’Isochimica al Cdr e all’Irm – ciò che resta sono promesse disattese e progetti in sospeso. Ed ovviamente resta la preoccupazione di vivere in un territorio che ha fatto registrare, negli ultimi anni, un notevole incremento di decessi legati a tumori e neoplasie.
«L’incendio della Irm di Manocalzati nel 2005 – fa sapere l’ingegnere Salvatore Picariello, presidente dell’associazione Ambiente e Salute di Arcella -, ha fatto nascere l’esigenza di progettare per tutta la media Valle del Sabato, un opportuno piano di monitoraggio esteso a tutte le matrici ambientali, al fine di valutare il reale stato di inquinamento prodotto dall’incendio. Lo studio condotto da parte dell’Arpac di Avellino, si concludeva parlando di inquinamento diffuso per tutte le matrici ambientali e sollecitava gli enti preposti ad eseguire ulteriori accertamenti sull’area indagata e predisporre un’opportuna opera di minimizzazione degli impatti esistenti».
Accanto al monitoraggio ambientale, fu commissionato nel 2005, da parte della provincia di Avellino, alla Seconda università di Napoli e all’Asl di Avellino uno studio epidemiologico sulla popolazione della media Valle del Sabato, che doveva verificare l’incidenza di alcune neoplasie connesse all’inquinamento come le leucemie e il Lnh. «Purtroppo – continua Picariello – per motivi tecnici il gruppo di lavoro non ha potuto dimostrare se effettivamente esiste un nesso di causalità tra inquinamento ambientale ed un eventuale incremento di patologie tumorali».
Fatta questa doverosa premessa, L’associazione Ambiente e Salute e l’Ugl giovani provinciale desiderano portare a conoscenza dei cittadini e delle amministrazioni della valle, che intendono concludere, con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Lecce, lo studio epidemiologico avviato dalla Seconda università di Napoli ed Asl di Avellino. «Abbiamo elaborato – spiega il presidente dell’associazione – una bozza di programma da sottoporre agli enti preposti. Hanno già espresso parere favorevole all’iniziativa il comune di Prata P.U. e Pratola Serra e nei prossimi giorni estenderemo l’invito a collaborare a tutte le amministrazioni della Valle del Sabato.
Un invito particolare lo rivolgiamo al presidente della provincia di Avellino, Senatore Cosimo Sibilia, ed al sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, affinché diano più di tutti il loro contributo per la realizzazione dello studio. Al momento noi non sappiamo effettivamente se sul nostro territorio esiste qualcosa che sia la reale causa dell’accertato statisticamente aumento di morti per tumore. Non sappiamo se è dovuto ad un qualcosa a cui si può porre rimedio. Chiediamo solo questo: che venga fatta chiarezza su cosa possa essere la causa dell’aumento dei decessi dovuti a tumori e neoplasie. Chiediamo l’impegno concreto ed immediato di istituzioni che troppo a lungo si sono fatte carico a parole dell’impegno, quando le luci della ribalta erano su di loro puntate, salvo poi disinteressarsi sistematicamente nel momento in cui i media hanno distolto la loro attenzione dall’argomento concentrandola su altro».

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