Trasporti, sindacati: “Per aziende poste condizioni allarmanti”

AVELLINO – Nel corso dell’incontro convocato dalla Provincia di Avellino su richiesta d CGIL CISL UIL sono stato affrontati i gravi risvolti che l’applicazione dei tagli regionali avrebbero sulla provincia irpina. “Un taglio di 2,7 milioni di euro per circa 3,2 milioni di Km/bus significherebbe il totale sconvolgimento del residuo di servizio che la cura “Vetrella” ha determinato in questi anni per il territorio sempre più distante dalle politiche regionali”. E’ quanto sostengono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. “Abbiamo chiesto alla Provincia di non prestarsi a questo gioco al massacro, i livelli di servizio in Irpinia sono già ridotti ai minimi termini, ai lavoratori già abbondantemente stressati da ritmi di lavoro al limite della sostenibilità non si può chiedere null’altro, quindi qualunque riduzione sarebbe da far corrispondere a tagli dell’offerta con conseguenze gravi ed insostenibili per l’utenza e per i lavoratori. Abbiamo immaginato con la Provincia un percorso comune, che nel rispetto di ruoli e funzioni possa bloccare e comunque arginare la devastante strategia regionale che mira a frammentare ogni discussione, affidando alla Provincia la rivisitazione dei singoli contratti di servizio fuori da una logica d’insieme tale da determinare l’efficacia e l’efficienza dei servizi sull’intera provincia. CGIL CISL UIL non si presteranno a questo gioco al massacro avverseremo in tutti i luoghi ed in tutte le forme ogni ulteriore ipotesi di tagli, anticipando fin da subito che non attiveremo nessun tavolo aziendale per gestire decisioni e restrizioni economiche e organizzative che altri dovessero concordare. Non è a disposizione ne la qualità della vita in Irpinia ne quella di centinaia di lavoratori che con abnegazione ogni giorno provano ad offrire un servizio degno di tale nome, che pare non interessi alla Regione ma che continua ad essere l’obbiettivo per cui ci batteremo e che il prossimo 17 farà registrare un altro sciopero contro chi in Regione ha deciso la distruzione di quello che fu un sistema, oggi ridotto a macerie indistinte di un servizio che fu universale”, concludono.

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